Telecom Italia, Adusbef e Federconsumatori: non svendere a Telefonica

Telecom Italia è alle soglie di un cambio di assetto societario che potrebbe causare migliaia di esuberi qualora la spagnola Telefonica formalizzasse, come previsto, l’offerta ai soci italiani per acquistare il 22,4% del gruppo. Sulla prospettiva si esprimono con criticità Adusbef e Federconsumatori che si dicono “preoccupate dall’ennesima manovra, che vorrebbe scippare un asset  importante di un’azienda strategica italiana come Telecom Italia a prezzi di realizzo, la cui rete è stata finanziata dai consumatori italiani tramite il pagamento del canone e delle bollette telefoniche”. Le associazioni dunque “chiedono che il governo intervenga, anche tramite la Cassa Depositi e Prestiti,  per impedire che possa diventare una colonia spagnola,  in ossequio ai desiderata di Telefonica ed alle smodate ambizioni di Cesar Alierta”.

Telecom Italia è attualmente controllata da Telco (Generali, Intesa San Paolo, Mediobanca e Telefonica) con appena il 22,4%, ma “tale veicolo societario ad egemonia iberica – affermano le due associazioni – ha provocato lo stallo negli investimenti e nelle trattative per rafforzare Telecom Italia”.

Per Adusbef e Federconsumatori cedere l’esclusiva della trattativa a Telefonica,  la cui ventilata prospettiva ha punito ieri il titolo a Piazza Affari, che è calato del 3,39% a quota 0,57 euro, staccandosi dal resto del settore europeo, avrebbe l’effetto di allontanare  gli altri potenziali pretendenti, sondati nelle ultime settimane dai soci venditori di Telco, significherebbe svilirne il prezzo in borsa facendolo crollare a prezzi di realizzo ed offrire all’azienda spagnola un ruolo egemone nel settore delle telecomunicazioni italiane. Le due associazioni chiedono al Governo di porre il veto e sostengono la necessità di un intervento della Cassa Depositi e Prestiti.

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