Telefono Azzurro: un hashtag per dare voce ai diritti dei bambini

“Non sciopero, non voto e non pago le tasse ma sono un bambino e ho il diritto di esserlo”. Gli ulteriori tagli previsti dalla nuova legge di stabilità decurteranno i già poco floridi fondi per la tutela dell’infanzia. Nel nostro Paese vivere pienamente e serenamente lo status dell’infanzia diventerà quindi ancora più complicato, specie per chi vive il proprio essere “piccolo” in una condizione più svantaggiata rispetto alla media.

I dati Istat dicono chiaramente che questo accade in molte aree del Paese, con maggiore incidenza nel Mezzogiorno, dove si toccano punte del 70% (contro una media nazionale del 46,5%) di famiglie a rischio povertà relativa o assoluta. “Tale condizione”, spiega Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro,  è contemporaneamente l’anticamera e il campanello d’allarme per il diffondersi di problematiche di vario genere che minano la crescita in un ambiente sano e sereno del bambino”.

In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia del 20 novembre, l’Associazione, che da 24 anni è a servizio dei più piccoli, lancia un appello alle Istituzioni perché facciano concretamente qualcosa nell’ambito della tutela dei minori. Lo fa tramite un’iniziativa che sfrutta la capacità di attrazione e la dimestichezza che i bambini e gli adolescenti hanno nell’adoperare le nuove tecnologie. Sul web, con i canali di Facebook e Twitter, sono stati i bambini stessi a descrivere tramite il collegamento hashtag #ilmiodirittoè quali sono le priorità su cui intervenire. Saranno lanciati spunti di riflessione su alcuni temi particolari che meritano l’attenzione immediata da parte delle istituzioni: minori stranieri non accompagnati (7.821 presenze) pronti a finire nelle mani di sfruttatori senza scrupoli, ad esempio, ma anche pedo-pornografia e adescamento online, bullismo e cyber bullismo, abbandono scolastico, ecc. “È evidente che nel nostro Paese la maggior parte delle politiche per la tutela dei minori sono state un mezzo fallimento”, continua Caffo, “i diritti dei bambini e degli adolescenti non sono ancora pienamente rispettati e le (poche) leggi non vengono quasi mai attuate”.

Cosa fare allora? Giuseppe Magno, magistrato della Corte di Cassazione e membro del direttivo di Telefono Azzurro, e la senatrice Sandra Cioffi ribadiscono l’importanza di pianificare alla svelta delle azioni concrete e trasversali che uniscano tutte le forze politiche in un unico interesse: la tutela dei più piccoli e la difesa dei loro diritti sanciti a chiare lettere anche in contesti internazionali già da anni (Convenzione Onu, ad esempio). In un documento articolato in 14 punti si chiede al legislatore di istituire un dipartimento all’interno del Consiglio dei Ministri responsabile delle scelte strategiche che incidono sulla vita dei bambini, sostegno alle famiglie in condizioni di povertà, misure per contrastare la prostituzione e il gioco d’azzardo sempre più diffusi tra i minori, cittadinanza per tutti i nati sul suolo italiano e tutela dei minori extracomunitari non accompagnati.

Tutto ciò richiede risorse, anche economiche, adeguate e un taglio del 30% al Fondo nazionale per l’infanzia  l’Adolescenza, o una decurtazione del 50% delle risorse per l’unico servizio di ascolto per i minori, il 114 di Telefono Azzurro, non sono di buon auspicio. “Si deve far passare l’idea che ogni euro speso per l’infanzia non è un costo per lo Stato ma un investimento per il proprio futuro”, tiene a precisare l’Onorevole Francesca Puglisi. Ma la crisi incombe e i bambini, intanto, crescono da soli.

 

di Elena Leoparco

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