Ticket sanitari, l’ipotesi “franchigia” legata al reddito fa discutere

Gli italiani stanno per dire addio al vecchio ticket sanitario? Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma al posto del meccanismo del ticket potrebbe arrivare una franchigia legata al reddito lordo. Questa costituirebbe una soglia massima di spesa oltre la quale il cittadino non pagherebbe più nulla e le ulteriori prestazioni sarebbero a carico del sistema sanitario. L’ipotesi, annunciata più volte dal Ministro della Salute Renato Balduzzi, si ispira ad uno studio dell’Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) che ha calcolato una soglia del 3 per mille del reddito lordo.

Ogni anno il cittadino pagherebbe soltanto le prestazioni che rientrano nella soglia prevista, il resto lo paga il sistema sanitario. L’obiettivo è quello di una maggiore equità. Per il conteggio delle spese è stata prevista una tessera sanitaria elettronica, dotata di chip.

La discussione è ancora aperta e tutto è da definire, ma ci sono già le reazioni dei favorevoli e dei contrari. “Si tratta di una proposta assurda e irricevibile, che danneggerebbe enormemente i cittadini che pagano le tasse – afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi – Con tale franchigia, infatti, il Ministro introdurrebbe una nuova imposta a carico di chi già paga le tasse e quindi già finanzia il comparto sanitario. In sostanza chi ha un reddito più elevato ed è soggetto quindi a un prelievo fiscale più alto, parte del quale viene utilizzato dallo Stato proprio per la spesa sanitaria, pagherebbe una seconda volta con una franchigia proporzionale al proprio reddito. Questa doppia tassazione è una bestialità – conclude Rienzi – Il Ministro Balduzzi, se vuole tagliare i costi, pensi a ridurre gli sprechi nel settore dei farmaci a carico del servizio sanitario nazionale, provvedimento che da se basterebbe a mettere in pareggio il bilancio della sanità”.

Anche Federconsumatori esprime dubbi sull’ipotesi del “sistema franchigia per tutti” che potrebbe tradursi invece che in una maggiore  equità, in una fuga nella sanità privata. “Un sistema basato sul reddito favorirebbe, ancora una volta, i soliti evasori fiscali” commenta l’Associazione  che chiede al Ministro di fare chiarezza sulle intenzioni del Governo e di  tenere presente che, proprio nell’attuale contesto di crisi e di disagio sociale, il Paese non può permettersi il rischio di una rottura del sistema solidaristico ed il conseguente collasso del Sistema Sanitario Nazionale. “E’ necessario garantire la salute di tutti, soprattutto di chi ha più bisogno, facilitando l’accesso al Sistema Sanitario Nazionale e “raffreddando il sistema ticket”, con diminuzioni a vantaggio dei soggetti più deboli. A fronte di risorse limitate – conclude Federconsumatori – è necessario imparare a guadagnare in salute e risparmiare attraverso innovazione tecnologica e riorganizzazione funzionale del sistema sanitario”.

Si dice favorevole, invece, il Segretario Nazionale di Assotutela Pietro Bardoscia secondo cui però andrebbero aumentati i controlli sulle dichiarazioni dei Redditi-Isee per evitare l’effetto contrario all’obiettivo previsto. “In questo modo – dichiara Badoscia – saranno tutelati tutti i cittadini e si contrasterà il fenomeno della libera professione intra ed extra muraria che ad oggi sta attirando sempre più cittadini paganti offrendogli prestazioni sanitarie a costi poco maggiori agli attuali ticket SSN e con tempi di attesa di 5- 6 giorni rispetto ai 300 giorni circa per determinati esami diagnostici strumentali; sicuramente il pagante che, superata la franchigia, sarà esentato rinuncerà molto volentieri al privato”. Certo bisognerà contrastare le eccessive prescrizioni rafforzando il rapporto, come avviene in molti Stati Europei, tra medici prescrittori e medici eroganti e bisognerà mettere online le impegnative sulle prescrizioni farmaceutiche monitorando il volume delle stesse con statistiche quotidiane ed intervenire su eventuali abusi.   

 

7 Commenti a “Ticket sanitari, l’ipotesi “franchigia” legata al reddito fa discutere”

  1. Alex ha detto:

    Non capisco perchè intendano mettere mano ad un sistema che, con alcuni limiti, funziona. Gli attuali governanti, supportati dalla stessa macchina burocratica dei precedenti, non hanno dato buona prova delle loro capacità organizzative direzionali. Il caos che stanno causando con le contradditorie disposizioni sull’IMU ne è una prova lampante.
    Stiano calmi e, se vogliono innovare, provino prima in qualche ASL campione. Intanto cerchino di far attuare da tutte le Regioni ed ASL gli stessi criteri e parametri che hanno dato risultati nelle Regioni più virtuose.
    Alex

  2. mimma ha detto:

    nel decreto salva Italia tutto cio’ era previsto per i disabili.
    Ben pochi se ne sono accorti
    .Essendo invalida al 100% e vivendo sola ,insegnante pensionata, mi chiedo che fine faro’dopo l’abolizione
    dell’assegno di accompagnamento.
    forse ai suicidi degli imprenditori bisognera’ aggiungere quelli dei disabili
    la rupe tarpea o il taigeto erano soluzioni piu’ solidali.
    non voglio esagerare ma c’e’ un vago puzzo di nazismo

  3. Luigi ha detto:

    Ma Assotutela chi tutela? ognuno di noi, compreso Bardoscia, già paga in base al suo reddito che dichiara al momento della prestazione: r1, r2, r3 ecc. Cosa vuole ancora sapere la gente come Bardoscia? Vuole entrare anche nel Vs intimo, vuole sapere quanti denari avete in banca, come li spendete, ecc. Bardoscia, se sono reali le frasi che gli sono state ascritte, pensa come un burocrate e come tutti i burocrati tende ad enfatizzare e moltiplicare le “cure” per poter meglio nascondere i propri benefici a discapito della collettività. Un borghese od un ricco, un povero o un disoccupato, un bambino o un aziano, tutti di fronte al male devono avere pari dignità. I controlli fiscali già ci sono, che vengano utilizzati come si deve. Si vadano a colpire gli sprechi delle ASL che da soli valgono 50 miliardi di €, e non si entri dentro le persone già vergognosamente private di ogni leggittima e privata intimità.

  4. gullyver ha detto:

    Non credo sia giusto che una persona dopo aver lavorato per una vita, pagato i contributi, quindi anche la sanità, e andare in pensione con 1200 € debba ancora pagarsi le medicine fino alla morte, e poi questa franchigia su lordo della pensione.
    Fate veramente pietà, dovreste avere tanta vergogna, che quando
    la mattina vi guardate allo specchio facendovi la barba vi dovreste tagliare, perché quello è il segnale di maledizione dei lavoratori e
    pensionati.
    Togliete l’8 per mille alla chiesa e risolverete molte cose,
    invece di prosciugare le tasche dei cittadini:

  5. guido ha detto:

    Non solo sarebbe l’ennesima tassa su chi gia paga ma come al solito andrebbe a premiare chi le tasse non le paga affatto o dichiara un imponibile di 1 euro e ne guadagna 300mila.
    Ma questo non doveva essere il governo del rigore e dell’equita’?
    E a proposito di evasori; mi sapete spiegare perche’ se rubo una mela vado in galera mentre se evado, quindi rubo alla collettivita’, tra ricorsi e condoni non solo non pago nulla ma di galera neanche vedo l’ombra!!!
    Ecco questo sarebbe equo: se evadi le tasse oltre una certa cifra VAI IN GALERA!!!!

  6. Luigi ha detto:

    La soluzione del ticket legato al reddito, farà in modo che lavoratori dipendenti e pensionati lo pagheranno per intero, mentre chi denuncia un’inezia non lo pagherà o lo pagherà al minimo.
    Come la retta dell’asilo nido, riferita al reddito, l’impiegato con la Fiat Uno la paga per intero, mentre il dentista con il suv BMW, paga il minimo.
    Certo che al governo abbiamo degli emeriti IMBECILLI!!!!!!!!!!!!

  7. Romano ha detto:

    Con i governi che pensano solo a tassare i cittadini, il 3 per mille iniziale, chissà a quanto schizzerà col passare del tempo e gli sprechi della sanità, che rimaranno sempre tali.
    Gli evasori fiscali pagheranno meno di chi le tasse le paga fino all’ultima lira, visto come funziona in Italia il sistema dell’INPS.
    Ogni anno si dovrà aggiornare il reddito, perchè se un’azienda va in malora ed il titolare perde tutto, deve continuare a pagare in base al reddito – ammettiamopositivo – dell’anno precedente?
    Visto come vengono aggiornati i dati nella P.A. chi si fida che il sistema sia sempre aggiornato?