Tir, continua la protesta. A rischio le scorte alimentari

Continua la protesta degli autotrasportatori e ci sono timori per il rischio che vengano esauriti carburanti e scorte alimentari. Il blocco dei tir indetto da Trasportounito è in atto da ieri e l’Autorità di garanzia sugli scioperi parla di “una situazione intollerabile”.

Pompe di benzina senza scorte di carburante si segnalano in tutta la Ciociaria e in Calabria, mentre il mancato rifornimento dei componenti ha portato allo stop del primo e del secondo turno degli stabilimenti Fiat. C’è timore, però, anche per le scorte alimentari.

Un timore che riguarda sia la reperibilità sia il prezzo dei prodotti, come denunciano Adusbef e Federconsumatori, che chiedono  di “rientrare nella legalità” e di fare attenzione ai prezzi di frutta e verdura. “Come Associazioni di tutela dei diritti dei cittadini abbiamo sempre  rispettato e difeso il diritto a manifestare, purché questo avvenga nel pieno rispetto delle regole e non dia luogo a manifestazioni di violenza – affermano – Quello attuato in questi giorni, però, non è uno sciopero, ma una serrata. Che sta iniziando a creare gravi disagi soprattutto nei centri urbani”.

I primi disagi, affermano le due associazioni, “si stanno manifestando non solo relativamente ad alcune merci che iniziano a scarseggiare, ma anche per quanto riguarda i prezzi, in molti casi “gonfiati” proprio in ragione della scarsa reperibilità di alcuni prodotti. Ci riferiamo in particolar modo alla frutta e alla verdura fresca, ma alcune segnalazioni iniziano a pervenire anche relativamente ai carburanti stessi. Ai cittadini consigliamo in questi giorni di vigilare non solo sui prezzi dei prodotti acquistati, ma anche sulla loro freschezza”.

Se la protesta continua, c’è dunque il serio rischio che le famiglie non possano più fare la spesa. A lanciare l’allarme è Confcommercio, per la quale “la protesta dell’autotrasporto anche se legata ad una parte minoritaria di questo mondo sta producendo danni ingenti all’intero sistema della distribuzione: il primo è già in atto ed è un danno alle famiglie e ai consumatori per l’inevitabile tensione sui prezzi dell’ortofrutta, il secondo è che, se la protesta non si interromperà, avremo in alcune aree del Paese forti criticità sull’approvvigionamento delle materie prime che già si incominciano a registrare”.

“E’ serio, dunque – prosegue Confcommercio – il rischio che l’interruzione di forniture importanti per le imprese e la mancata distribuzione di prodotti di largo e generale consumo alimentare possa impedire alle famiglie di poter fare la spesa regolarmente già dalle prossime ore. È, pertanto, indispensabile che la protesta rientri per evitare l’aggravarsi della situazione”.

Il caos nei trasporti esige controlli per evitare speculazioni sui prezzi dei prodotti.  “Non è più tempo per alcuna categoria professionale di tenere in ostaggio un paese intero, né movimenti come quello dei Forconi possono rappresentare la soluzione alla crisi che tutti stiamo subendo. Simili atteggiamenti non fanno che aggravare la situazione di imprese e consumatori”. È quanto affermano in una nota congiunta, Adoc, Cittadinanzattiva e Movimento Consumatori, che bocciano senza appello le proteste nel settore dei trasporti di questi giorni, e invitano il Governo a non indietreggiare sulla strada delle liberalizzazioni ma a intensificare i controlli per impedire speculazioni sui prezzi.

L’86% dei trasporti commerciali in Italia avviene su strada e se ‘Tir selvaggio’ dovesse andare ancora avanti è facile immaginare una impennata dei prezzi dei prodotti più deperibili come latte, frutta e verdura, mentre molti consumatori stanno già facendo scorte di alimentari e carburante”, affermano le tre associazioni, che chiedono un intervento del Ministero dell’Interno e dell’Autorità di Garanzia sugli scioperi e l’avvio di un tavolo di trattativa che veda la presenza delle categorie in sciopero, del Governo e dei rappresentanti di lavoratori e consumatori.

“Questo prolungato sciopero degli autotrasportatori sta rischiando davvero di portare l’agricoltura al collasso, senza contare le conseguenze sui consumatori che oggi pagano il doppio del prezzo per comprare un chilo di zucchine”: è quanto afferma  la Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia già pesantissimi danni al settore e speculazione sui prezzi. “I danni cominciano a sentirsi anche sul fronte delle famiglie – osserva la Cia- Questo tipo di scioperi, riducendo le forniture e svuotando gli scaffali dei supermercati, porta inevitabilmente speculazioni sui prezzi al dettaglio: prima di tutto sui prodotti freschi come frutta, verdura, carne e latte che sono altamente deperibili. In questi giorni in Sicilia i consumatori hanno fatto i conti con prezzi in aumento del 10-15 per cento e nelle ultime ore si registrano rincari anche in molte altre parti d’Italia, con listini triplicati per zucchine, melanzane e verdura in genere”.

Di prodotti introvabili e rischio di speculazioni sui prezzi di frutta e verdura parla anche l’Unione Nazionale Consumatori. “I consumatori non devono pagare per la protesta, seppur legittima, degli autotrasportatori – afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori – Il trasporto delle merci nel nostro Paese avviene quasi completamente su gomma mediante camion attrezzati con celle frigorifere o comunque in modo tale da garantire il mantenimento di buone condizioni di commestibilità per tempi ragionevoli. Le attuali agitazioni dei camionisti hanno di fatto bloccato parte del flusso delle derrate alimentari verso le strutture commerciali e la prima conseguenza è quella di una rarefazione degli alimenti in vendita. Se il blocco si protrae per lungo tempo potrebbe esserci il rischio che alcuni alimenti freschi si guastino e quindi finiscano nella spazzatura”.

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