Tlc, Agcom: guerra dei prezzi nel mobile, giù sms

Come cambia il mercato delle telecomunicazioni e l’uso di telefonia fissa e mobile da parte degli italiani? Diminuiscono gli accessi alla rete fissa, con un calo complessivo pari a circa 730 mila linee, mentre il mercato della telefonia mobile è ormai saturo tanto che fra gli operatori è soprattutto “guerra dei prezzi” per rubarsi i clienti attraverso la portabilità del numero. Diminuisce del 20% l’uso degli sms, ormai soppiantati dai servizi di chat gratuita sugli smartphone. Sono alcuni dei dati principali resi noti oggi dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

L’Agcom ha infatti pubblicato online l’Osservatorio trimestrale sulle telecomunicazioni, aggiornato al 31 dicembre 2013. Sul fronte della rete fissa, rispetto a dicembre del 2012 “si osserva un calo degli accessi complessivi per circa 730 mila linee (-1,2 milioni negli ultimi 2 anni), in accelerazione rispetto a quanto omogeneamente osservato nei dodici mesi precedenti (-450 mila circa)”. Si tratta di un problema non da poco, se si considera, come rileva l’Autorità, che “la riduzione delle linee fisse disincentiva, come anche indicato nel “Rapporto Caio”, ad investire in reti di nuova generazione”. Telecom Italia è scesa dell’1,5% in un anno e si colloca al 63,1%: di ciò si avvantaggia fondamentalmente Fastweb che, confermando la tendenza dei trimestri precedenti, su base annuale guadagna l’1,0%, portandosi ormai a ridosso di Vodafone (-0,2%). Per Wind si osservano invece quote nella sostanza stabili sia su base annua che trimestrale. Tiscali mostra un leggero aumento su base annua (+0,2%).

Ferme le linee mobili, dove la concorrenza si gioca sulla portabilità del numero. Il mercato negli ultimi due anni è infatti “sostanzialmente saturo” e, come testimoniato dalle operazioni di portabilità – pari a 3,5 milioni di richieste per trimestre –  “nuovi clienti si acquisiscono solo da altri operatori. Ciò ha favorito una “guerra dei prezzi”. Secondo l’Osservatorio, “le sim che effettuano solo traffico vocale nell’ultimo anno sono diminuite di oltre 7,5 milioni (- 12 milioni rispetto a fine 2011). Negli ultimi dodici mesi, si osserva una flessione nell’ordine di 900 mila sim relativamente al mercato residenziale, mentre è pari a +650 mila linee la crescita dell’utenza affari. Nel medesimo periodo, le sim prepagate sono diminuite di oltre 1,0 milione, mentre quelle in abbonamento sono aumentate di circa 800 mila. Su base annua, le quote di mercato di Telecom e Vodafone flettono entrambe dello 0,9% a favore di H3G (+0,2%) ed, in misura più consistente, di Wind (+1,7%), che raggiunge il 25%, dimensione “naturale” per un mercato dove sono presenti 4 imprese. Su base annua il traffico telefonico (oltre 150 miliardi di minuti da inizio anno) risulta in aumento dell’8,6%, mentre si amplia la flessione degli sms, che con 76,7 miliardi inviati da inizio anno segnano una riduzione di oltre il 20%”.

A livello contrattuale, il 79,7% delle linee attive riguarda le “prepagate” (80,6% nel dicembre 2012). In due anni, le sim in abbonamento sono cresciute di 2,8 milioni mentre, corrispondentemente, quelle “prepaid” hanno subito una flessione per circa 2,7 milioni. Le sim che nell’ultimo trimestre dell’anno hanno effettuato traffico dati hanno superato i 39,5 milioni (+23,3% rispetto al corrispondente valore del 2012) e dall’inizio dell’anno il traffico dati è cresciuto del 32,7%.

Aumentano anche gli abbonati di operatori mobili (più 740 mila l’anno) che superano i 5,2 milioni di sim, pari al 5,4% della base clienti: gli operatori più diffusi sono Poste Italiane (54,2%) seguita da Fastweb (15,6%) e da Coop Italia (9,3%).

L’Agcom mette in evidenza un aumento degli accessi a banda larga. “Negli ultimi dodici mesi, la crescita degli accessi a larga banda è valutabile intorno alle 220 mila unità (+160 mila nel 2012). Nel corso del 2013 gli accessi DSL risultano sostanzialmente invariati (+50 mila), mentre la crescita complessiva è in gran parte rappresentata dall’aumento delle linee WiMax (+103 mila). Nonostante il buon successo degli accessi in fibra registrato nell’ultimo trimestre del 2013, la quota di mercato di Telecom Italia, riducendosi su base annua del 1,6%, scende al 49,8%, Se ne avvantaggia principalmente Fastweb (+1,1%) e gli operatori minori, rappresentati in larga parte da quelli WiMax (+0,8%)”.

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