Torna la campagna in difesa dei pedoni

“Siamo tutti pedoni”, perché anche chi guida un’auto prima o poi torna con i piedi per terra. Ma sulle strade italiane rischia molto. Nel 2010 in Italia hanno perso la vita oltre 600 pedoni, più di 20 mila sono stati feriti. Il numero delle vittime della strada si sta riducendo ma questo non vale per i pedoni, falciati spesso mentre attraversano le strisce, non per fatalità ma perché qualcuno non ha rispettato il codice della strada. Torna la campagna “Siamo tutti pedoni”. Aderisce il Movimento Difesa del Cittadino.

Oltre la metà delle vittime ha più di 65 anni. Il 29% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce pedonali. La campagna Siamo tutti pedoni  – si legge sul sito internet dell’iniziativa – “vuole parlare a tutti per richiamare l’attenzione sulle tragedie che coinvolgono il più debole utente della strada, con lo scopo di far crescere la consapevolezza che questa strage può essere drasticamente ridotta”. Nel triste bilancio della vittime della strada sono spesso gli anziani ad essere penalizzati. E per rendersi conto di quanto sia difficile camminare sulle strade italiane, sottolinea MDC, basti pensare che nel decennio 2001-2010 sono stati uccisi 8.000 pedoni e oltre 200.000 feriti.

La campagna torna dunque, per la quinta edizione, a ricordare che tutti sono e siamo pedoni. MDC rinnova l’adesione “per sensibilizzare non solo le istituzioni, ma anche l’opinione pubblica a rispettare il codice della strada e in particolare i limiti di velocità che sono la prima causa di incidenti”. Obiettivo dell’iniziativa è quello di far crescere la consapevolezza che la strage di pedoni può essere drasticamente ridotta attraverso il rispetto delle regole, la garanzia di strade strutturalmente più sicure, ma soprattutto attraverso la diffusione di una nuova cultura della strada che abbandoni valori come la velocità e la prepotenza per abbracciare quelli del rispetto degli altri.

“Siamo tutti pedoni” si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Coordina l’iniziativa il Centro Antartide di Bologna con la collaborazione dell’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. Nella campagna c’è anche una mostra con 40 pannelli in forex formato 30×40 cm che possono essere facilmente allestiti nelle scuole, nelle vetrine dei negozi e in molti altri luoghi pubblici: ci sono anche contributi di testimonial famosi e il ricorso a vignette che veicolano un’ironia a tratti amara ma che, strappando un sorriso, riesce a far riflettere.

Un commento a “Torna la campagna in difesa dei pedoni”

  1. Tommaso Mazzoni Dpro ha detto:

    – CICLISTI SUL MARCIAPIEDE
    – Alle considerazioni circa i pedoni feriti e morti, purtroppo, desidererei mettere il evidenza il fatto che certi vigili dimostrano troppo spesso accanimento contro le vetture in sosta, mentre vedo transitare SUL MARCIAPIEDE biciclette “regolarmente” cavalcate da un ciclista.
    – Talvolta la velocità di questo non è nemmeno tanto bassa, tanto che nella mia Città si sono verificati anche incidenti, a causa di questo malvezzo.
    -Ma… a chi dirlo? Non certo alle coscienze degli improvvidi ciclisti. E allora? A chi rivolgersi, se quando ho reclamato per questa incivile consuetudine mi sono sentito rispondere: “Eh, ma se dovesse avvenire l’incidente, chi ne risponde è il ciclista”.
    – E allora faccio a me un’altra domanda a mo’ di riflessione: “Ma non sarebbe meglio, perciò, PREVENIRLO, l’incidente, prima di sanare il mal accaduto con semplice multa e con l’addebito della relativa responsabilità? E se il ciclista, fatto il danno, se ne scappa via!? Perché, dunque, non prevenire? A chi chiedere chiarimenti, anche per far intervenire il legislatore?
    – Tommaso Mazzoni Dpro.