Tpl, indagine Antitrust: gare aperte e trasparenti per superare crisi cronica

Il trasporto pubblico locale ha un’importanza strategica per l’economia italiana e il benessere della società, ma nel nostro Paese soffre di un’insufficienza cronica di risorse. Sono indispensabili “gare aperte, trasparenti e non discriminatorie” per i servizi di trasporto pubblico locale, i cui oneri e le modalità di determinazione delle compensazioni economiche ”devono essere resi pubblici”. Sono alcune delle condizioni poste da Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust, in audizione ieri presso la Commissione Trasporti della Camera.

Pitruzzella ha presentato i risultati dell’indagine conoscitiva sul settore del trasporto pubblico locale, indicando la strada affinché il settore “esca dalla situazione di crisi in cui versa e possa fruire dei benefici legati alla concorrenza, in termini di contenimento dei costi e dei sussidi pubblici e d’incremento dell’efficienza dei servizi erogati”.

Ecco altre condizioni indicate dal presidente dell’Antitrust: l’operatore uscente deve essere obbligato a mettere a disposizione i mezzi acquistati o finanziati con fondi regionali; l’oggetto di gara e l’ammontare degli investimenti in materiale rotabile o infrastrutture devono essere definiti in modo da non ostacolare significativamente la partecipazione di operatori diversi dall’incumbent”, soprattutto riguardo al trasporto ferroviario regionale.

Sono molte le criticità individuate dall’Autorità nella sua indagine: in primis l’organizzazione dei servizi e il loro affidamento: ”In molti casi, i servizi di trasporto vengono affidati a società pubbliche non aventi i requisiti dell’in house, o sono gestiti in base a ripetute proroghe” ha detto Pitruzzella. Sotto accusa anche la mancanza di trasparenza dei contratti, l’efficienza e regolazione dei rapporti contrattuali, l’ingiustificata sovrapposizione di attività in monopolio e in concorrenza in capo ai soggetti affidatari; le modalità di determinazione delle compensazioni, spesso concesse sulla base di criteri non orientati a costi efficienti. ”I riflessi che tali irregolarità producono sulla crisi del settore sono evidenti – è stata la diagnosi dell’Autorità – in quanto impediscono lo sviluppo di adeguati meccanismi concorrenziali, creando inefficienze sotto il profilo della gestione, ma anche della fruibilità e della qualità dei servizi di trasporto per i cittadini”.

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