Trasporti, Eurispes: rischio default per la mobilità in Italia

La mobilità in Italia è a rischio default: città congestionate, scarsi investimenti sul trasporto pubblico locale, una rete di metropolitane lontana dalla media europea – la sola città di Madrid con i suoi 230 km di metropolitana supera l’intera rete di metropolitane del nostro Paese – e una rete ferroviaria che conta in Europa 8 treni km per abitante, contro i 5 treni italiani. È un ritardo strutturale significativo, al quale la politica deve dare risposte anche in vista delle prossime elezioni. A sollecitare un intervento su questo tema è una lettera aperta dell’Osservatorio Eurispes sulla mobilità e i trasporti. L’Osservatorio  sottolinea come le risposte della politica alle urgenze dei cittadini, specialmente nelle grandi aree metropolitane, siano del tutto insufficienti.

Sostiene Carlo Tosti, Direttore dell’Osservatorio dell’Eurispes: “Vista anche l’attuale situazione economica, elaboriamo pure progetti grandiosi per i prossimi decenni, ma interveniamo subito nelle aree a maggior densità di traffico che interessano ogni giorno la vita della quasi totalità della popolazione attiva. Prestiamo attenzione al trasporto regionale e urbano – sottolinea Tosti – che riguarda il pendolarismo, il trasporto scolastico, la mobilità delle categorie più deboli (anziani e disabili) e la distribuzione delle merci. È un tema fondamentale per l’economia del Paese, in termini di ore lavorative perdute, consumi di carburante, inquinamento e, in sostanza, di miglioramento dell’indice di qualità della vita dei cittadini”.

Il sistema della mobilità rischia il fallimento, argomenta l’Eurispes, perché stretto fra tagli al trasporto pubblico locale, aumento delle tariffe, crisi economica, che porta le famiglie a lasciare l’automobile in garage: secondo i più recenti dati dell’Eurispes ben il 52,2% dei cittadini per far fronte alla crisi ha ridotto, nel corso dell’ultimo anno, le spese per il carburante utilizzando in misura sempre maggiore i mezzi pubblici. Una situazione al limite della sostenibilità, specialmente in grandi aree metropolitane con gravi disservizi, soprattutto a Milano, Roma e Napoli.

Poi ci sono i tre milioni di pendolari che ogni giorno si muovono su treni e mezzi pubblici, nei confronti dei quali la politica è insufficiente perché continua a scommettere sulla strada, come evidenzia Legambiente: negli ultimi dieci anni il 71% dei finanziamenti della Legge Obiettivo sono stati destinati per le strade e autostrade, il 15% per le ferrovie e solo il restane 14% per le reti metropolitane.

Se poi si guarda al resto d’Europa, emerge il ritardo strutturale italiano sia per quanto riguarda il comparto ferroviario sia per le infrastrutture nelle grandi città. Vedi alla voce metropolitane: in media le altre metropoli europee possono disporre di circa 54 chilometri di rete metropolitana, in Italia la media crolla a soli 20 km.

“A tre giorni dal voto – conclude il Direttore dell’Osservatorio sulla Mobilità e i Trasporti dell’Eurispes –  le risposte della politica alle urgenze di milioni di cittadini, che quotidianamente sono costretti ad utilizzare il trasporto pubblico locale o i mezzi privati per i loro spostamenti restano ancora insufficienti soprattutto per le grandi aree metropolitane”.

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