Treni soppressi, biglietti “salati” e servizio scadente, la Puglia vs Trenitalia

Treni soppressi, aumento del prezzo dei biglietti, scarsa trasparenza sulle promozioni pubblicitarie. E’ questo il quadro di fronte al quale si trovano i viaggiatori italiani, soprattutto quelli del Sud.

Una situazione che peggiora di giorno in giorno e che sta inasprendo sempre di più i rapporti tra Trenitalia e la gran parte della popolazione fatta di studenti fuori sede, lavoratori pendolari, e gente comune che non riesce più ad usufruire di un servizio ferroviario dignitoso. Ma le proteste, che ormai si organizzano quasi quotidianamente, sembrano non interessare Trenitalia che punta soltanto alle fasce alte della popolazione, ai manager di aziende (ma quanti saranno?) che possono permettersi di pagare caro il prezzo di un biglietto del treno.

Con l’entrata in vigore del nuovo orario il 12 dicembre 2011 sono, infatti, scomparsi ben 32 treni a lunga percorrenza sui 144 esistenti (il 22%), con una riduzione di quasi il 50% dei km coperti quotidianamente dai treni: da 43.443 a 23.131 km. E i vagoni destinati al trasporto passeggeri sono spesso inadeguati, sporchi, con posti a sedere insufficienti e con servizi impraticabili o fuori servizio.

E se non bastano le proteste, si ricorre alla giustizia. Dalla Puglia arriva, infatti, l’annuncio di una battaglia a 360°: le associazioni dei consumatori, riunite nell’Istituto Pugliese del Consumo e nella Consulta Regionale dei Consumatori e Utenti, hanno presentato questa mattina al Presidente della Regione Nichi Vendola le loro iniziative.

Si parte da una diffida di class action contro Trenitalia che, nonostante sia concessionario di un servizio pubblico essenziale, con le recenti modifiche di orari e l’abolizione dei treni, ha peggiorato le condizioni di confort e di tempi di percorrenza di alcune tratte, a causa del cambio forzoso e delle coincidenze non tempestive.

Seconda azione: un esposto all’Antitrust sull’aumento dei prezzi e sulla pratica commerciale scorretta delle promozioni pubblicitarie. Con l’introduzione dei 4 livelli che hanno sostituito le vecchie classi (prima e seconda) anche le tariffe sono cambiate e soltanto la classe executive (ultimo livello) ha un prezzo inferiore alla ex seconda classe. Ma per questo livello i posti sono pochissimi. La media del costo del biglietto dei primi tre livelli è più alta della vecchia seconda classe e, in pratica, il 90% dei posti paga una tariffa decisamente superiore a quella precedente. In questo modo vengono penalizzati pesantemente gli utenti abituali del treno a cui non viene neanche garantita la trasparenza sulla quantità e qualità di tariffe effettivamente disponibili.

Rispetto alle promozioni, poi, c’è mancanza assoluta di chiarezza: ad esempio l’“Offerta notte + AV” non specifica qual è il numero dei posti che possono usufruire della promozione, non si precisa che è a “numero chiuso” perché solo i primi che prenotano riescono ad usufruire dei prezzi vantaggiosi.

All’Antitrust le associazioni dei consumatori chiedono anche quale sia il grado di attuazione delle direttive europee in materia di concorrenza nei servizi di trasporto pubblico. “Trenitalia è di fatto, attualmente in regime di monopolio per quanto attiene le tratte di percorrenza nazionale – si legge in una nota congiunta – Cosa inaccettabile, perché allo strapotere di questa azienda non è data la possibilità   agli utenti  di alcuna altra opzione alternativa di trasporto su rotaie”.

Infine, le associazioni hanno istituito un numero verde 800661834 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 13,00 per raccogliere reclami e denunce di utenti ed attivare una miriade di azioni di risarcimento danni nei confronti di Trenitalia, da far valere innanzi ai Giudici di Pace che “si sono già dimostrati particolarmente disposti ad accogliere le istanze dei cittadini”.

Il servizio ferroviario verrà poi monitorato costantemente grazie ad una convenzione con la Regione Puglia, che consente alle associazioni di mettere in atto quanto previsto dal Comma 461 art. 2 della Finanziaria 2008. Il monitoraggio ha come obiettivo quello di obbligare Trenitalia  a rispettare gli standard di qualità previsti dal contratto di servizio con la Regione Puglia e   in caso di inadempienze, alla applicazione da parte della Regione delle penali  e le sanzioni previste dallo stesso.

 

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