Troppi tagli cesarei, Ginecologi: indagare su problemi punti nascita

Per contrastare l’eccessivo ricorso ai cesarei dobbiamo innanzitutto mettere in sicurezza la rete dei punti nascita. E’ quanto sostiene l’Aogoi riferendosi alla decisione del ministro Renato Balduzzi di disporre una serie di controlli a campione de parte dei Nas.  

“Non siamo certamente contrari a contrastare l’eventuale utilizzazione opportunista del ricorso al parto cesareo” afferma il presidente dell’Aogoi Vito Trojano. “Ma non vorremmo che l’attenzione venisse deviata da quelle che sono le vere problematiche all’origine del fenomeno, che sono strutturali e organizzative”. Per Trojano ora la priorità è quella di rendere operativo quanto previsto dal Piano per il riordino dei punti nascita approvato dalla conferenza Stato Regioni il 16 dicembre 2010: “Abbiamo il quadro completo della situazione della rete. Conosciamo le criticità presenti nella quasi totalità dei 570 punti nascita operanti sul nostro territorio e abbiamo le linee di indirizzo che in 10 punti prevedono come intervenire per mettere in sicurezza il percorso nascita e per ridurre il ricorso al taglio cesareo. Ora chiediamo il massimo impegno di tutte le parti interessate affinché si renda operativo quanto previsto dal Piano approvato un anno fa”.

Per questo, più che l’individuazione di singole responsabilità, pur necessarie e doverose, l’Aogoi ritiene più efficace un approccio teso a individuare e rimuovere le cause che determinano cattive condotte e comportamenti ascrivibili alla cosiddetta medicina difensiva.

Secondo Trojano, “l’evento che più incide nella casistica giudiziaria in ambito ostetrico-ginecologico riguarda proprio il mancato o tardivo ricorso al taglio cesareo nel caso in cui una sofferenza fetale abbia comportato la morte del feto o una disabilità neuromotoria del feto stesso. Non dimentichiamo che un ginecologo su quattro è sottoposto ad indagine e che il giudice del dibattimento, nella verifica se il danno al paziente sia stato cagionato da colpa del professionista, pone immediatamente il quesito se sia stato ritardato od omesso il cesareo”.

 

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