Truffe online, CEC: dalla Germania un caso simile a Italia-programmi

La Germania viene considerata, soprattutto in quest’ultimo periodo, un modello positivo da seguire. Ma quando si parla di truffe non è molto diversa dall’Italia. Il Centro Europeo Consumatori di Bolzano denuncia un caso “Made in Germany”, che è molto simile alla famosa truffa di Italia-programmi. Come dimenticarsela: qualche mese fa ha mietuto migliaia di vittime fino ad arrivare addirittura al Presidente della Repubblica.  E adesso tocca ai consumatori tedeschi.

Quest’estate una signora si registra su un sito di oroscopi e il giorno riceve la brutta sorpresa: una e-mail da parte della “Inkasso Steger Medienverwaltung” le chiede di pagare 129 euro per un abbonamento di 12 mesi. La nostra amica cade dalle nuvole, non avendo letto da nessuna parte alcuna informazione sulle condizioni di registrazione.

E allora comincia a girare sul web in cerca di qualche consiglio utile; purtroppo si imbatte in decine di pagine web, forum e blog in cui legge sempre la stessa notizia: l’impresa avrebbe vinto la causa contro alcuni consumatori tedeschi e starebbe ora inviando decreti ingiuntivi in massa. Nei vari forum alcune presunte vittime raccontano di essere state condannate al pagamento di oltre 900 euro e che sarebbe stato meglio pagare subito. In alcuni forum c’è anche qualche sedicente avvocato che consiglia di pagare il prima possibile, dato che la Steger Medienverwaltung non farebbe eccezioni per nessuno e agirebbe in giudizio contro tutti quelli che ignorano le richieste di pagamento.

La signora, non è difficile immaginarlo, entra nel panico e si rivolge all’ufficio di Bolzano del Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia, il quale dopo essersi coordinato con il CEC Germania cerca di tranquillizzare la consumatrice:  si tratta di una classica trappola. C’è un sito che chiede di pagare per un servizio di cui non ha informato preventivamente l’utente (vi ricordate Italia-programmi?).

Nel frattempo le richieste di pagamento via e-mail diventano insistenti: nel caso di mancato pagamento entro un termine di 7 giorni della cifra di ben 179 euro (cioè l’importo della fattura più la maggiorazione per il sollecito), le viene prospettato il pignoramento dello stipendio, del conto corrente bancario, l’esecuzione forzata tramite l’ufficiale giudiziario e addirittura la segnalazione del fatto alle autorità per la persecuzione penale.

La cosa si fa seria; il CEC confronta i vari post presenti in rete e nota che i numerosi blog che diffondono la notizia della sentenza a favore dell’impresa contengono solo uno o due articoli, come se i blog fossero stati creati con l’unico scopo di far circolare questa voce. Cercando in un motore di ricerca i nomi dei presunti avvocati che con tanta veemenza raccomandano di pagare non si trova alcunché: di loro nella vita reale fuori da internet non c’è proprio traccia, sono quindi anche loro frutto della creatività dei truffatori.

E allora per i truffatori non c’è niente da fare, anche perché dal 1° agosto di quest’anno in Germania è entrata in vigore una nuova legge che prevede degli obblighi di informazione particolarmente severi per tutti i fornitori di beni e servizi on-line (http://www.euroconsumatori.org/16849v16939d76083.html): se si omette di segnalare l’obbligo di pagamento attraverso la dicitura del pulsante, il contratto non si perfeziona e ne consegue che in capo al consumatore non nasce alcun obbligo di pagamento. Chi si è registrato su un sito di questo tipo è bene che non si lasci intimorire dalle minacce, ma può trovare assistenza e informazioni sull’argomento presso il Centro Europeo Consumatori di Bolzano in via Brennero 3, tel. 0471 980939, e-mail info@euroconsumatori.org.

 


 

Un commento a “Truffe online, CEC: dalla Germania un caso simile a Italia-programmi”

  1. Ernesto Bertagna ha detto:

    Ogni volta che c’è uno scandalo la stampa italiana è solerte a pubblicarla sottolineando che anche altrove accadono le truffe. Ma da quale pulpito esce la predica. E’ tipico di colui che è in colpa perenne e cerca compagnia per scrollarsi di dosso le sue colpe. Le truffe accadono in tutto il mondo, ma è una questione di numeri. da noi ce ne sono 100 mentre negli altri paesi occidentali ce ne sono 5. Pertanto è doveroso diffondere la notizia, ma senza troppa enfasi.