Università, Federconsumatori: dura (e cara) la vita per i fuori sede

Hanno tra i 18 e 19 anni e hanno appena affrontato la prova più dura della loro carriera: l’esame di maturità. Appena messo da parte questo traguardo per il quale ci si sente un po’ super eroi per un giorno, in molti si trovano davanti al più grande interrogativo della loro esistenza: per chi ancora non lo avesse fatto, è tempo infatti di scegliere quale università frequentare. In un contesto generale fatto di mille domande e pochissime risposte, una certezza c’è, almeno per i genitori: da settembre in poi si tratterà di mettere mano al portafoglio per sostenere le nient’affatto economiche spese di mantenimento agli studi universitari.

Lo scorso anno, Federconsumatori ha pubblicato la prima parte del rapporto sui costi degli atenei italiani , che ha preso in esame le tasse applicate dalle principali università italiane in base a diverse fasce di reddito. Tuttavia le rette imposte dagli atenei sono solo una parte delle spese che le famiglie devono sostenere per un figlio che studia all’Università, soprattutto per gli studenti fuori sede.

Le famiglie dei circa 600.000 fuori sede presenti nel nostro Paese affrontano costi esorbitanti: tra affitto, bollette, trasporti, tasse universitarie, libri e materiale didattico la spesa media per coloro che rientrano nella II fascia di reddito (quindi il cui reddito ISEE è pari o inferiore a 10.000 euro) è di 7.944,10 euro annui affittando una stanza doppia. La cifra raggiunge i 9.415,70 euro annui (+0,82% rispetto alle rilevazioni effettuate nel 2015), nel caso in cui lo studente scelga di affittare una stanza singola.

Se invece il reddito dello studente rientra nella III fascia (quindi reddito ISEE pari o inferiore a 20.000 euro) il costo medio annuo è di 8.187,29 euro affittando una stanza doppia e di 9.658,89 euro (+0,26% rispetto al 2015) affittando una stanza singola.

Ovviamente la spesa per i ragazzi che intraprendono gli studi universitari continuando a vivere con i genitori sono più contenute ma ciò non significa che si tratti di costi alla portata di tutti. Considerando libri e materiale didattico, tasse universitarie e trasporto urbano si arriva a sborsare fino a 1.425,63 euro annui se si rientra nella II fascia di reddito e fino a 1.668,82 euro annui in III fascia.

La scelta di far studiare un figlio all’università continua ad essere quindi un impegno oneroso dal punto di vista economico, che si rivela quasi insostenibile non solo per le famiglie a reddito basso ma anche quelle a reddito medio. Gli elevati costi degli studi universitari dimostrano, sottolinea l’associazione, un’evidenza allarmante: “lo Stato si ostina a non investire nella formazione dei giovani che, non a caso, dai recenti sondaggi mostrano di aver perso fiducia nel futuro. È dunque importante e urgente invertire questa tendenza, facendo in modo che le condizioni economiche delle famiglie non pregiudichino in alcun modo il diritto allo studio”.

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