Vaccino esavalente, perchè in Italia nessun ritiro?

Il COMILVA, il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione, la Fondazione Marco e Andrea Tremante, il CORVELVA e Vaccinare Informati hanno scritto al ministero della Salute affinchè provveda al ritiro in via cautelativa, anche nel nostro paese, di tutti i lotti del vaccino INFANRIX HEXA prodotto dalla ditta GlaxoSmithKline. In mancanza di iniziative o informazioni nel merito, le Associazioni hanno già annunciato che si rivolgeranno alla Magistratura e agli organi di tutela e controllo istituzionali competenti sul territorio italiano per valutare ogni provvedimento utile a garantire la sicurezza della popolazione interessata dalla somministrazione del vaccino.Andiamo con ordine. E’ del 6 ottobre 2012, la comunicazione dall’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia (SUKL), recante URGENZA di CLASSE 1 – Ritiro immediato del vaccino esavalente INFANRIX HEXA per rischio contaminazione batterica pericolosa . L’esavalente (nome commerciale INFANRIX HEXA, quella prodotta dalla ditta GlaxoSmithKline) è il vaccino usato anche in Italia per vaccinare i neonati a partire dal 2° – 3° mese di vita.

La motivazione ufficiale è che durante il controllo di qualità “è stata riscontrata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione”. Fatto sta che anche il altri Paesi europei e non hanno proceduto al ritiro.

Secondo le Associazioni, GlaksoSmithKline (GSK) si contraddice: prima conferma che “durante l’analisi retrospettiva è stata rilevata una potenziale contaminazione microbica dell’ambiente di produzione” e poi afferma: “durante l’analisi è stata rilevata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione”. Poi, GSK non risponde chiaramente alla domanda: “come è possibile che il lotto sia in distribuzione già da un anno e mezzo e solo ora si sia arrivati alla scoperta della probabile contaminazione?”. In effetti ciò che non appare chiaro è il fatto che il lotto sia disponibile da gennaio 2011 e non è possibile scoprire una contaminazione dell’ambiente 21 mesi dopo. A questo punto, le Associazioni avanzano dei sospetti seri:  o hanno preso dei campioni dell’ambiente di produzione a gennaio 2011 e solo in ottobre 2012 hanno sottoposto questi campioni ai test sulla contaminazione batterica, oppure hanno trovato il batterio Bacillus Cereus in qualche vaccino, anche se ufficialmente lo negano.

Le Associazioni contestano, altresì, il silenzio del Ministero della Salute e la mancanza di chiarezza dell’Aifa che attraverso un suo comunicato stampa del 16 ottobre scorso, ripete quanto affermato dalla GSK ovvero che “l’azienda per quello che potremmo definire un supplemento di sicurezza, e siccome non metteva a rischio la fornitura del vaccino ai paesi interessati, ha chiesto di procedere al ritiro cautelativo volontariamente. Nei paesi in cui i lotti non sono stati inviati, come l’Italia, si è comunque spiegata la situazione e detto che non si procedeva al ritiro, perché i lotti non erano stati potenzialmente esposti al batterio”.

Le Associazioni concludono che “la cosa, così come ci viene raccontata, non ha assolutamente senso: per chi ha un minimo di dimestichezza con il mondo del lavoro, quantunque si tratti di aziende farmaceutiche, con un altissimo livello tecnologico, è chiaro che siamo di fronte ad un maldestro tentativo di insabbiamento di una situazione che stava sfuggendo di mano. Nessuno può raccontarci che solo alcuni lotti contaminati sono sfuggiti al controllo dell’azienda e, solo adesso, sono stati identificati. Questo non possiamo accettarlo anche sulla base del fatto che proprio questo tipo di aziende devono avere per definizione, dei sistemi di controllo talmente sofisticati da poter identificare in tempo reale qualsiasi anomalia per ogni lotto di produzione. Se così non fosse allora siamo di fronte ad una truffa di dimensioni globali”.

Comments are closed.