Windjet: Commissario ribadisce no, si spacca il fronte dei favorevoli al concordato

Caso Windjet: il Commissario Giudiziale del concordato preventivo ribadisce il proprio no alla proposta formulata dalla compagnia, la Procura della Repubblica manifesta tutte le proprie perplessità e si spacca il fronte dei favorevoli al concordato, con l’opposizione non solo dei passeggeri, ma anche di creditori importanti come la società di gestione dell’aeroporto di Palermo. Queste le ultime novità relative all’odierna udienza.

All’udienza di oggi, infatti, il Commissario Giudiziale del concordato preventivo Windjet, nel replicare alla memoria depositata dalla compagnia, ha confermato il proprio giudizio negativo. Infatti, pur dando atto a Windjet di aver dato chiarimenti su alcuni aspetti evidenziati dalla relazione, alla fine ha ribadito che il piano non offre margini di garanzia sicuri ai creditori chirografari, ovvero i passeggeri rimasti a terra la scorsa estate. In udienza era presente la Procura della Repubblica che a sua volta ha illustrato e depositato una relazione nella quale ha manifestato tutte le proprie perplessità sulla proposta concordataria. In particolare, dopo aver definito il piano delle garanzie “architettura del pegno”, ha tra l’altro, evidenziato e documentato che dalla Centrale rischi della Banca d’Italia emerge un’esposizione della società, che dovrebbe prestare garanzie di pagamento, molto superiore a quanto indicato.

Come racconta Confconsumatori, inoltre, si sono svolte le operazioni di voto e “quello che sembrava un fronte monolitico per l’approvazione ha cominciato a manifestare scricchiolii e spaccature. Infatti i passeggeri sembravano esser rimasti i soli ad opporsi, ed invece oggi sono arrivati importanti no, ad esempio da un creditore importante come la società di gestione dell’aeroporto di Palermo. Circa il 50% dei lavoratori ha votato no, così come alcune società”. Rimangono 20 giorni, fino al 17 ottobre, perché tutti coloro che fino ad oggi non lo hanno fatto possano esprimere il proprio dissenso. “Oggi, – commenta l’avv. Carmelo Calì, responsabile nazionale Turismo e Trasporti di Confconsumatori – é accaduto quello che, fino a qualche giorno fa sembrava impossibile: il varco si é aperto, adesso é necessario che quanti più creditori esprimano il proprio voto contrario. E non si comprende chi possa avere interesse a questa approvazione”.

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