Approvato Decreto Fare, Consumatori: serve di più

Ci sono numerosi provvedimenti nel Decreto Fare approvato sabato dal Consiglio dei Ministri, un decreto legge “con misure urgenti per la crescita – si legge sul sito del Governo – Il presidente del Consiglio ha sottolineato che ha come base le sei Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013. Il decreto mira a semplificare il quadro amministrativo e normativo per cittadini e imprese, abbreviare la durata dei procedimenti civili riducendo il livello del contenzioso e promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali; sostenere il credito alle attività produttive anche diversificando e migliorando l’accesso ai finanziamenti; scongiurare l’abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola; proseguire la liberalizzazione nei servizi e migliorare la capacità infrastrutturale”.

Fra le misure adottate, ci sono provvedimenti per la riduzione delle bollette dell’elettricità e provvedimenti che riguardano Equitalia: in particolare, se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato innalzato da 20mila a 120mila euro. In termini di dilazione dei pagamenti per l’estinzione del debito, la norma varata prevede che sia la prima sia la seconda dilazione di pagamento possono essere aumentate, fino a un massimo di 120 rate mensili. L’estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sue responsabilità e legata alla crisi economica tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario. Inoltre, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell’accordo di rateizzazione è aumentato a 8 rate anche non consecutive.

Per Federconsumatori e Adusbef “non si può certo dare giudizio negativo sulle proposte che il Governo ha deciso con il Decreto del Fare. Soprattutto su due questioni come quelle relative alla non pignorabilità della prima casa e sulla possibile rateizzazione a 120 mesi di eventuali debiti, oltre a cominciare la pulizia delle agevolazioni Cip6 per oltre 500 milioni di euro, cose peraltro da sempre richieste dalle nostre associazioni. Ma la crisi del nostro paese ha bisogno di ben altro per superare la situazione che si è venuta a creare sul potere di acquisto delle famiglie e sui tassi di disoccupazione, soprattutto per quello tragico che riguarda i giovani”.

“Quello che intendiamo e ribadiamo con forza – dichiarano Rosario Trefiletti e Elio Lannutti – è una politica davvero innovativa che comporti da un lato importanti investimenti di rilancio dell’economia da perseguire fortemente anche con la comunità europea e dall’altro concreti processi di detassazione per incrementare, anche per questa via, il potere di acquisto ridotto ai minimi termini delle famiglie”. Occorre, affermano le due associazioni, la volontà di non ritoccare l’Iva, che porterebbe ricadute pari a 207 euro a famiglia.

Riprendendo l’appello lanciato venerdì, ACU, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Codici, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori chiedono al Governo di diminuire da subito le bollette di 500 milioni di euro per dare ossigeno alle famiglie, senza aspettare il 2014. Le Associazioni dei consumatori chiedono all’esecutivo di ‘’applicare da subito i tagli al CIP6 nel decreto del fare, in modo da ridurre già da quest’anno la spesa per l’energia elettrica di almeno l’1%’’. Secondo le associazioni, infatti, il decreto del fare per il 2013 prevede solo una progressiva rimodulazione degli incentivi con benefici molto inferiori ai 500 milioni possibili.

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