Concessioni balneari, le preoccupazioni di Assoturismo

Il decreto del Governo sulle concessioni balneari è pronto e nei prossimi giorni i ministri Enzo Moavero (Affari Europei) e Piero Gnudi (Affari regionali, turismo e sport) dovrebbero volare a Bruxelles per parlarne con la Commissione europea. Subito dopo verrà portato in Consiglio dei ministri.

Il decreto prevede che le concessioni demaniali marittime vadano a gara (le Regioni entro il 31 dicembre 2014 dovranno definire i bandi) e che la durata sia non inferiore a 6 anni e non superiore a 25 anni per le spiagge e non inferiore a 30 anni e non superiore a 50 per i porti turistici. Tutto quello, insomma, che proprio non volevano gli operatori balneari che hanno preso carta e penna per chiedere al Parlamento italiano ”l’immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, concessa con la legge n. 217 del 15 dicembre 2011, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata”. Asso turismo rincara la dose sottolineando che “il miglioramento dell’offerta con l’asta pubblica costituisce una colossale bugia, dal momento che ottenere una concessione all’asta significa poi poterla perdere all’asta successiva, cosa sufficiente a sconsigliare investimenti, alimentando così il degrado e non la riqualificazione delle concessioni”. L’Associazione non sottovaluta neanche l’impatto sull’occupazione: “Che fine faranno le famiglie dei 30 mila concessionari?”.

La nota di Assoturismo si conclude ribadendo “che l’asta delle spiagge comporterebbe conseguenze gravi al turismo balneare e chiediamo con forza quantomeno una sanatoria che permetta l’allungamento dell’attuale periodo concesso di almeno 25/30 anni. Questo, per dare il tempo a chi ha investito, ossia a quasi tutti gli attuali concessionari, di ammortizzare gli investimenti ed alle famiglie dei concessionari di riorganizzare la propria esistenza ed al turismo balneare nel suo complesso di avere un conveniente lasso di tempo per far sì che la riorganizzazione normativa delle spiagge sia finalizzata effettivamente al miglioramento ed al potenziamento dei servizi. E non, come invece sembra evidente oggi a creare opportunità per gruppi di potere economicamente importanti, cosa questa che fatalmente aprirebbe la strada anche ad investitori che  non si pongono certamente l’obiettivo di sviluppare il nostro turismo”.

3 Commenti a “Concessioni balneari, le preoccupazioni di Assoturismo”

  1. luca 68 ha detto:

    Certamente occorre trovare qualche forma di compensazione per i concessionari attuali ma il sistema va cambiato. Occorre che i canoni di concessioni siano valutati dal mercato sulla base di aste in modo che la redditività delle aziende scenda con la conseguenza che i valori degli stabilimenti balneari si ridurranno di conseguenza. Questo non distruggerà il turismo. Anzi favorirà gli investimenti in quanto le risorse invece di essere investite per l’acquisto della concessione saranno destinate al miglioramento delle strutture e dei servizi. Così non è giusto! Oltretutto ne beneficieranno le casse dello stato visto che, lo ricordo, il demanio non è di proprietà privata.

  2. picchiò emanuele ha detto:

    Chi ha acquistato uno stabilimento balneare o chi ha effettuato lavori importanti di ristrutturazione ed è ricorso a finanziamenti con le banche, dato che quest’ultime non prendono nessuna garanzia dall’attività e dalle strutture insistenti sulla concessione demaniale, ha dovuto ricorrere ad ipotecare appartamenti magari di proprietà dei genitori. Qesta premessa per evidenziare l’entità del dramma al quale andiamo incontro con le concessioni messe all’asta, non solo perderemo il lavoro ma anche gli appartamenti ipotecati, dal momento che non saremo più in grado di pagare il mutuo. Quindi famiglie con bambini messe per strada, quindi padri che non hanno più niente da perdere……………………….. le conclusioni traetele ognuno per conto vostro!!!!

  3. Corrente Domenico ha detto:

    Spero che si facciano al più presto, delle imponenti ed arrabbiatissime manifestazioni di protesta, contro questi signori del governo, che per decenni, ci hanno trattato con metodi da
    usura, incamerando tutte le opere in muratura fatte a nostre spese subito dopo ci hanno imposto di pagare il fitto,su ciò che
    a loro è pervenuto gratis.Io personalmente,subentrato nel 1981 ad una occupazione già esistente, chiedo immediatamente la
    concessione alla Capitaneria di Porto, che con tutta calma la
    rilasciò nel 1996,obbligandomi a pagare gli arretrati,
    come occupatore abbusivo e cioè il 300% del canone.
    Dopo averci spremuto come limoni, ora si preparano a darci un calcio nel sedere e servire ad altri ciò che ci è costato una vita. Tutto ciò perchè abbiamo una classe politica di inetti
    che non a saputo tutelarci dagli speculatori europei.
    Il fatto che i propri figli non possano continuare ciò che il padre ha realizzato sprecandoci la vita…………. toglie il sonno.
    Corrente Domenico