Corruzione, Cittadinanzattiva: PA ferme sul versante trasparenza

“La corruzione e la scarsa trasparenza delle amministrazioni pubbliche gravano su cittadini ed imprese ed impoveriscono il Welfare del nostro Paese”. E’ questo il commento Antonio Gaudioso , segretario generale di Cittadinanzattiva, che oggi presenta i dati contenuti nel Rapporto sulla trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, promosso in partnership con Fondazione Etica. Un cittadino su quattro si rivolge a Cittadinanzattiva per denunciare problemi di scarsa trasparenza e di questi uno si lamenta dell’opacità della pubblica amministrazione. Inoltre, come evidenziato dai dati della Civit, nel 2011 soltanto 6 Ministeri su 13 e 32 Enti pubblici su 74 hanno celebrato la Giornata della trasparenza e nel 2012 la situazione è peggiorata con soltanto 3 Ministeri adempienti (Salute, Esteri, Ambiente) e 6 enti pubblici nazionali. Grosse carenze anche sul versante della pubblicazione obbligatoria, prevista dalla legge Brunetta, sui siti web dei Ministeri di dati relativi a documenti e procedimenti, personale ed incarichi, gestione dei servizi. Il livello complessivo di adempimento è raramente inferiore al 50 per cento, ma spesso è poco superiore e non arriva mai oltre l’80 per cento. La cosa più grave, dal punto di vista dei cittadini, è che sono decisamente carenti i dati relativi alla gestione dei servizi pubblici, cioè alla principale area di informazione sulla quale la riforma del 2009 ha puntato per promuovere il controllo sociale dell’azione.

L’area di maggiore sofferenza è quella relativa agli obblighi relativi ai tempi dei procedimenti e ai tempi medi di pagamento, per i quali il grado di adempimento è decisamente basso in tutti i ministeri: i relativi dati non sono affatto pubblicati o lo sono in forma incompleta e non aggiornata. Sulle opere pubbliche, pesa l’ombra della scarsa trasparenza se solo si pensa che, secondo il Rapporto del Ministro Giarda, si aggira intorno al 30% della spesa il sovraccosto di opere ed appalti pubblici.

Per quanto riguarda le Regioni, nel Rapporto sono presentati i risultati del Rating Etico Pubblico (R.E.P.), promosso da Fondazione Etica: un vero e proprio Rating qualitativo delle P.A., che non si limita ai soli dati di bilancio, ma misura anche aspetti qualitativi, quali governance, rapporto con i cittadini, correttezza con i fornitori. La Toscana è la regione con il rating migliore, seguita da Veneto e Lombardia.

Assoluta la mancanza di trasparenza nell’impiego delle risorse comunitarie: secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2012, i Programmi Nazionali hanno certificato livelli di spesa che variano fra il 12% ed il 45% circa di quella programmata, dimostrando la migliore capacità di gestione dei fondi comunitari nei casi dei PON Istruzione e Ricerca (rispettivamente 45,5% e 36,2% di spesa certificata sul budget) e la meno dinamica nel caso del PON Trasporti (circa il 12,4%). Al contrario, i Programmi Regionali dimostrano un maggiore ritardo nell’impiego delle risorse europee: alla medesima data le regioni più sviluppate hanno certificato, in media, il 35,5% della spesa programmata, mentre le regioni meno sviluppate, ossia proprio quelle che possono trarre maggiore vantaggio dal sostegno comunitario, sono ferme in media al 22,6% della spesa, con Campania (13,2%) e Sicilia (14,9%) che segnano le punte più arretrate. Ci si chiede il perché di questi ritardi e di queste inefficienze. L’incapacità di acquisire e spendere le risorse provenienti dall’Europa è un tema che tocca profondamente la questione della trasparenza e le sue ricadute sulla produttività delle amministrazioni pubbliche regionali e locali.

Comments are closed.