Legge riconoscimento AACC Sardegna, contrario il CRCU

Le associazioni devono essere riconosciute in primis in quanto capaci di avere la fiducia ed il supporto da parte di un numero consistente di cittadini e a livello nazionale e a livello regionale e non pare utile ed opportuno al contrario mantenerle in vita o creare le condizioni perché se ne creino altre sulla base di artifici burocratici che sono gli stessi grazie ai quali poi tali realtà otterranno i finanziamenti pubblici per poter operare. Il Coordinamento Regionale Associazioni Consumatori Indipendenti Sardegna esprime così la propria contrarietà alla proposta di legge di Gianpaolo Diana in materia di tutela dei consumatori (proposta di legge n °326 dell’8 novembre 2011”Norme in materia di tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori e degli utenti”) redatta sulle linee guida emerse durante l’ultima Sessione Programmatica del Consiglio Nazionale Consumatori e utenti di Bari. Le Associazioni contestano anche la mancata condivisione del documento conclusivo della Sessione circa i criteri di riconoscimento delle associazioni dei consumatori.

 “Vogliamo ci sia concessa la libertà di esprimere diversi modelli di sviluppo per quanto concerne la struttura delle nostre associazioni che devono essere giudicate e, quindi, riconosciute in quanto capaci offrire un servizio di qualità ai cittadini consumatori anche al di là dei capoluoghi di provincia” scrivono le associazioni sarde che specificano “non ci riconosciamo nelle linee guida di Bari perché impongono un modello “nato vecchio” di associazione basato prevalentemente sugli “sportelli” sul territorio, che solo marginalmente tiene conto delle nuove, più efficaci ed economiche forme di comunicazione,e modalità di tutela nella consapevolezza che quel che conta e che accettiamo è la misurazione della pertinenza e della efficacia del nostro lavoro.

Ciascuna associazione deve essere libera di sviluppare e contribuisce invece a creare le condizioni affinché fondi pubblici siano dispersi nel sostentamento di strutture, anziché per iniziative a vantaggio dei consumatori.

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