Dl semplificazioni atteso domani a Montecitorio

È atteso per domani nell’aula di Montecitorio il decreto semplificazioni, che oggi ha concluso l’esame da parte delle Commissioni Affari Costituzionali e Attività Produttive della Camera. Queste hanno completato l’esame di tutti gli emendamenti al decreto, teso a perseguire l’obiettivo della semplificazione normativa e amministrativa.

Gli emendamenti presentati in Commissione prevedono il passaggio alla comunicazione telematica, e con posta elettronica certificata, delle comunicazioni con la Pubblica Amministrazione a partire dal 2014, l’incentivazione dell’uso della rete e della telemedicina per favorire la sanità digitale, nuove entrate dal rincaro di birra e alcolici e dal settore giochi che andranno a copertura di diecimila nuovi posti nella scuola.

Secondo uno degli emendamenti presentati, dal 2014  le comunicazioni con le pubbliche amministrazioni dovranno avvenire “esclusivamente” attraverso i “canali telematici e la posta elettronica certificata”.

Nel settore della medicina e della sanità digitale, un emendamento presentato dal Pd intende incentivare l’uso della cartella clinica elettronica e di sistemi di prenotazione elettronici: il testo prevede che nei piani di sanità nazionali “si privilegia la gestione elettronica delle pratiche cliniche, attraverso l’utilizzo della cartella clinica elettronica”, così come i sistemi di prenotazione elettronica per le visite.

Si prevede che la semplificazione dei controlli sulle imprese non si applicherà in tema di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro (come era stato paventato nei giorni scorsi). Un altro emendamento, infine, prevede l’aumento delle imposte su produzione e consumi di birra e alcol etilico, e nuove entrate dal settore dei giochi, con l’intento di incassare rispettivamente 100 milioni di euro e 250 milioni di euro in più a partire da quest’anno: queste risorse dovranno andare a copertura del settore scuola, con 10 mila nuovi posti per attività di recupero e sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali e per estendere il tempo pieno scuola.

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