Blackout elettrici, ecco come funzionano i rimborsi in bolletta

In caso di blackout elettrico l’Autorità per l’energia prevede rimborsi automatici direttamente in bolletta. Per fronteggiare i disagi causati da interruzioni per eventi eccezionali, nel 2008 è stato infatti istituito un fondo speciale grazie al quale scattano rimborsi automatici nelle bollette in caso di interruzioni prolungate per cause di forza maggiore come, ad esempio, un’abbondante nevicata.

Di quanto si sta parlando? Come ricorda Altroconsumo, i rimborsi vanno da un minimo di 30 euro (per oltre 8 ore di interruzione) fino a un massimo di 300 euro per tre giorni di stop e sono a carico non degli operatori, ma di un sistema di natura mutualistica. Se, invece, la fornitura si interrompe per colpa del distributore, dal 2009 esiste un sistema di rimborsi automatici introdotto dall’Autorità, che prevede indennizzi tanto più elevati quanto più si prolunga il disservizio, da un minimo di 35 a un massimo di 105 euro. In questo caso, gli indennizzi in bolletta a favore dei consumatori sono a carico delle società distributrici.

Il venditore non è tenuto a dare l’indennizzo se non si è in regola con il pagamento delle bollette. Altrimenti, gli indennizzi vengono erogati in bolletta entro il primo ciclo di fatturazione utile decorsi 60 giorni dall’interruzione (180 giorni se le interruzioni coinvolgono più di 2 milioni di utenti), senza che il consumatore ne faccia richiesta. I rimborsi possono essere visualizzati direttamente in bolletta sotto la voce “Rimborso automatico per mancato rispetto dei livelli specifici di qualità definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, corrisposto in misura forfettizzata”. Se l’accredito non viene effettuato, il consumatore può richiederlo presentando una domanda entro otto mesi dall’interruzione e l’impresa distributrice ha tempo tre mesi per inviare l’accredito o una risposta negativa motivata.

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