Codici vs Enel: depositata azione collettiva per disagi da maltempo

In occasione della nevicata che investì quasi tutta l’Italia a febbraio scorso, furono tanti i cittadini a restare senza elettricità ed a subire enormi disagi per i ritardi e le inottemperanze da parte di Enel. Codici non ha dimenticato la vicenda ed ha depositato in Tribunale la prima azione collettiva nazionale contro l’azienda. L’Associazione ha raccolto centinaia e centinaia di segnalazioni di cittadini che hanno subito disagi, danni alla salute e danni economici; la maggior parte delle denunce arrivano da Lazio, Abruzzo, Toscana, Molise, Marche, Umbria e parte della Campania, che furono le Regioni maggiormente colpite dai disservizi.

Anche alcuni ospedali hanno subìto drammatiche conseguenze del cattivo servizio di Enel; ad esempio il distacco della fornitura elettrica della struttura sanitaria Ss. Trinità in località S. Marciano a Sora (Frosinone). L’impossibilità da parte del personale medico di usare determinati macchinari ha influito sullo stato di salute dei malati e sulla possibilità di curarli adeguatamente. L’interruzione di fornitura elettrica domestica e non solo, non durò pochi minuti, ma giorni interi: sono arrivate segnalazioni di cittadini rimasti senza elettricità per un’intera settimana e anche più, costretti a lavarsi, a bere e a cucinare con la neve sciolta. Come una signora 81enne, residente nei pressi di Valmontone, rimasta senza energia elettrica (e senza riscaldamento, visto che aveva solo una stufetta elettrica), per ben 9 giorni, nonostante avesse contattato l’Enel, che aveva più volte rassicurato la signora (ma senza riparare il danno). E questa storia non è un caso isolato.

Dalle segnalazioni dei cittadini emergono le principali irregolarità di Enel che hanno contribuito a sommare disagio a disagio, danno a danno:

  • lentezza nel raggiungimento delle aree oggetto di interruzione di fornitura e assenza di coordinamento tra tecnici Enel e vari soggetti istituzionali;
  • inefficace collocazione dei gruppi elettrogeni in base alle effettive necessità (in alcuni casi sono stati segnalati gruppi elettrogeni di Enel fermi per giorni e impossibilitati all’uso per assenza di carburante o perché rimasti isolati o perché difficili da collocare);
  • lentezza nell’approvvigionamento di carburante per garantire la continuità ai gruppi;
  • mancata fornitura di energia a servizi pubblici essenziali e a gruppi di abitazioni isolate;
  • mancata risposta a segnalazioni di utenti in stato di distacco elettrico per cause imputabili a rottura di cavi elettrici;
  • comunicazione all’utenza decisamente carente.

Alcuni utenti hanno subito ingenti danni come: chiusura definitiva di attività commerciali per danni sopraggiunti; aggravamento di malattia per pazienti dializzati; danni patrimoniali per sistemi di produzione, calore, energia o macchine collegate alla rete elettrica di ogni genere; aggravamento o danneggiamento ulteriore per beni mobili ed immobili di varia natura. Molti cittadini sono stati anche costretti ad acquistare generatori, aumentati enormemente di prezzo per la speculazione economica dilagata nel periodo di febbraio.

Come ha risposto Enel Distribuzione alle criticità? “Ha messo in campo 1200 uomini, un numero decisamente esiguo visti i Km² di superficie delle Regioni coinvolte – più di 73.000 km², e per di più personale in buona parte esterno all’azienda e quindi verosimilmente impreparato a gestire l’emergenza”.

Codici fa sapere che alcuni cittadini raccontano di forti rallentamenti nella messa in opera del primo intervento Enel avvenuto dopo circa 72 ore dai primi disservizi e ritardi nel divulgare informazioni alla cittadinanza coinvolta. Eppure i numeri, fin da subito, non lasciavano presagire nulla di buono: al 5 di febbraio (fonte Enel) alle ore 14.00, le utenze ancora senza elettricità nel Centro-Sud risultavano essere 79.660 (67.000 nel Lazio, 1.000 nel Molise, 3.360 in Abruzzo, 3.500 in Campania, 2.900 in Abruzzo, 1.900 utenze in Campania).

Economicamente i disagi dei cittadini hanno avuto dei costi che Enel ha valutato in poche centinaia di euro: circa 200 euro per 3-4 giorni di interruzione dell’energia. Ma al Codici questo indennizzo è sembrato “ridicolo”, anche perché previsti e concessi dalle delibere dell’Autorità per l’energia e dai regolamenti in materia di interruzione di fornitura elettrica. “Di fatto Enel non ha indennizzato alcun utente per i gravi disservizi subìti”.

Infatti Codici non ha aderito all’accordo sugli indennizzi, concluso tra Enel e alcune Associazioni di Consumatori, ed ha pensato di raccogliere le proteste degli utenti per depositare un’azione collettiva in Tribunale, cui è ancora possibile aderire:

  • possono aderire tutti gli utenti del servizio elettrico sia del Mercato Tutelato che del Mercato Libero che hanno subito un distacco di fornitura di energia elettrica nel periodo 3-13 febbraio 2012.
  • Si può aderire anche se non si sono subiti danni economici/materiali, in quanto si richiederà il danno biologico e morale per l’accaduto.
  • Per partecipare serve: copia dell’ultima bolletta (obbligatoria), copia del documento d’identità dell’intestatario dell’utenza (obbligatoria), copia di fatture per acquisto di ogni bene necessario a far fronte al maltempo(se presenti), dichiarazione dei danni subiti sia in Autodichiarazione oppure in perizia da tecnico (se presenti).
  • Non costa nulla, la partecipazione è completamente gratuita.

L’azione collettiva, una volta accolta dal tribunale, sarà adeguatamente pubblicizzata di modo che tutti i soggetti coinvolti ed interessati ad aderire possano farlo contattando l’Associazione Codici al seguente indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure telefonando allo 065571996.

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