Contratti non richiesti, Antitrust multa GDF Suez. Aduc: multa che fa il solletico

L’attivazione di contratti non richiesti nel settore dell’energia colpisce ancora. La società GDF Suez Energie (prima si chiamava Italcogim) ha ricevuto un’altra multa dall’Antitrust per inottemperanza ad un precedente provvedimento (di dicembre 2010) con cui l’Autorità ha ritenuto scorrette le pratiche messe in atto dall’azienda. L’Italcogim ha fornito informazioni “non rispondenti al vero, inesatte o incomplete”, omesso informazioni rilevanti sulla natura e sulle qualifiche dell’azienda e dei suoi agenti, e fornito informazioni non corrette su prezzo e caratteristiche del servizio offerto, sia nell’energia elettrica che nel gas. Inoltre non ha dato seguito ai reclami presentati dagli utenti.

Tutto questo è costato all’azienda una multa di 130.000 euro, ma evidentemente non è bastato. Le pratiche commerciali scorrette sono, infatti, continuate anche nel 2011, con numerose segnalazioni di attivazioni non richieste di forniture sia del servizio di energia elettrica che di gas da parte della società Italcogim e, successivamente, da parte di GDF Suez Energie S.p.A. L’Autorità ha contestato a GDF Suez Energie S.p.A. di aver violato la delibera del 15 dicembre 2010. Nel corso del procedimento sono giunte ulteriori segnalazioni aventi ad oggetto condotte analoghe tenute dal professionista per un totale di circa 80 richieste di intervento.

Nel frattempo la società ha preso alcuni impegni, come l’estensione della Check Call alle proposte di nuovo contratto, (per verificare che l’attivazione sia effettivamente richiesta dal consumatore) ma nell’applicazione delle misure correttive c’è stato un ritardo che non è stato privo di conseguenze per gli utenti.

Da qui la decisione dell’Autorità di un’ulteriore multa che però, secondo l’Aduc, è di un importo che “fa il solletico” alla GDF Suez. A rafforzare la critica dell’Aduc c’è il fatto che la pratica dei contratti non richiesti è molto diffusa e miete vittime inconsapevoli, che si accorgono solo dopo alcuni mesi, quando giungono le bollette, che il proprio gestore non è più quello di prima, ma uno nuovo.

Diecimila euro che sono quanto il costo di un riquadrino pubblicitario su un giornale di levatura nazionale – commenta l’Aduc – Una sorta di tassa che a GDF Suez pagheranno volentieri, senza nessuno stimolo economico a bloccare il tutto, mandando a casa la vecchia rete di venditori di Italcogim e la loro nuova rete che si e’ adeguata alla precedente. E’ evidente che se si vuole che qualcosa cambi nel cosiddetto mercato libero dell’energia, facendolo diventare un’opportunità per gli utenti e non una trappola come oggi, chi sbaglia dovrebbe pagare con quote percentuali del proprio fatturato, si’ da ricordarselo bene”.

 

Comments are closed.