CTCU: neanche un’offerta per il Gruppo Acquisto Energia

Nulla di fatto per il Gruppo Acquisto Energia lanciato lo scorso autunno dal Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) di Bolzano.Non è stata presentata neanche un’offerta idonea. Soltanto una società altoatesina ha presentato la propria offerta standard accessibile a tutti. Con ciò l’iniziativa è rimasta in pratica senza successo, ed i partecipanti ne sono stati informati in questi giorni”: è quanto rende noto oggi l’associazione, che denuncia come l’iniziativa sia rimasta vittima di una mancata concorrenza, laddove un analogo progetto in Austria si è risolto in un successo: per i 260.000 partecipanti si è riuscito a realizzare un risparmio medio di 131 euro all’anno per l’energia elettrica. “Dai noi, per un consumo di 3.300 kWh, sul mercato si riesce ad ottenere a malapena 66 euro”. Il CTCU chiede dunque che si possano creare cooperative di energia per i consumatori.

Spiega l’associazione: “Partendo dalle richieste di consumatori, lo scorso autunno il Centro Tutela Consumatori Utenti ha creato un gruppo di acquisto per l’energia elettrica e il gas (GAE). Tramite il gruppo si dovevano realizzare prezzi più vantaggiosi, in quanto la posizione contrattuale di chi rappresenta molti clienti prometteva di essere migliore di quella che può spuntare una famiglia o un cliente da solo. Infatti, molti clienti erano sicuri di questo: quasi 7.000 famiglie hanno aderito al gruppo”. Alla fine di gennaio è stata bandita un’asta per 21 milioni di kWh di energia e 3,7 milioni di m3 di gas fra oltre 70 venditori attivi sul mercato regionale, ed altri ancora. Il tutto, però, non ha avuto risposta dalle aziende. “Allo scadere del termine del bando ci si è  dovuti confrontare però con un’amara realtà: al CTCU non è pervenuta neppure un’offerta di interesse. Solamente una società di vendita (altoatesina) ha presentato la propria offerta standard, già accessibile a tutti i consumatori domestici locali. L’iniziativa ha quindi dovuto registrare un esito inatteso ed è rimasta in pratica senza successo. I partecipanti sono stati informati della cosa in questi giorni. Al CTCU si constata con grande rammarico come l’iniziativa, partita sotto i migliori auspici, sia rimasta “vittima” di una mancanza, di fatto, di concorrenza nel mercato dell’energia e del gas, a tutto danno dei consumatori”.

Nella realtà dei fatti, denuncia l’associazione, non esiste un mercato dell’energia e del gas per i consumatori. “Il pacchetto di clienti offerto dal gruppo di acquisto in questione (clienti, tra l’altro, di un certo “pregio”) avrebbe dovuto destare l’interesse degli operatori del mercato. Ma, a quanto pare, nessuna società di vendita ha mostrato interesse alla proposta. Molti venditori preferiscono piuttosto spendere cifre immense per campagne pubblicitarie poco trasparenti e, magari, anche truffaldine: quanti consumatori si continuano a lamentare, infatti, di venir importunati da venditori “porta a porta” che mettono in atto pratiche commerciali quanto meno dubbie e presentano offerte tariffarie per nulla trasparenti, infastidendo e irritando molte famiglie. È ora di dire basta a questo stato di cose: il mercato energetico così come concepito e gestito in Italia è da considerarsi fallito, almeno per il nostro territorio”.

L’associazione chiede un’azione da parte della Provincia e afferma che “sarebbe opportuno realizzare uno studio di fattibilità comprensivo di modello di finanziamento, relativo alla possibilità di far agire i cittadini direttamente sul mercato tramite cooperative di energia di consumatori. Non è infatti più accettabile che chi risiede in una zona che in Europa si qualifica fra i primi produttori di energia a basso costo (principalmente idroelettrica) e dove viene prodotta molta più energia di quanta se ne consumi, si ritrovi a pagare prezzi che sono fra i più alti in Europa. Siccome in Italia stanno anche aumentando le voci di coloro che richiedono l’abolizione del mercato di “maggior tutela” (si veda ultimamente anche l’Antitrust), la nuova proposta del CTCU mira anche a prevenire che i cittadini del nostro territorio rimangano vittime di nuovi e maggiori “borseggi” da parte di abili manipolatori del libero (?) mercato dell’energia e del gas. La nuova proposta mirerebbe senz’altro a sostenere anche il potere d’acquisto delle famiglie”.

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