Energia, Adoc in audizione al Senato: “Mercato libero finto”

Il mercato energetico italiano è un finto mercato libero, dove la fanno da padrone ancora le aziende monopoliste, attraverso le società di distribuzione. E’ quanto sostiene l’Adoc che ieri ha partecipato all’audizione sulla strategia energetica nazionale in Commissione Industria al Senato. L’Associazione ha ricordato che ad oggi “soltanto il 18% degli utenti ha scelto il mercato libero e i due terzi di questa percentuale sono rimasti con il vecchio gestore, ossia sono passati alla nuova società del gruppo che fa la vendita”.

Una realtà che può essere superata solo con una definitiva separazione tra le società di vendita e quelle di distribuzione ed estendendo a tutte le aziende il sistema informativo integrato delineato dall’autorità dell’energia con il DCO 35/10, i cui dati dovrebbero essere accessibili a tutte le Associazioni di consumatori. Queste vigilerebbero affinché le società di distribuzione non ricattino l’utente quando vuole passare ad un altro gestore.

Stessa cosa succede nel mercato del gas dove occorrerebbe istituire un sistema, analogo a quello dell’energia, con il cosiddetto acquirente unico.

L’Adoc ha poi insistito sulla necessità di una politica energetica che punti di più sull’ambiente, visto il forte sviluppo che nel 2011 ha avuto il sistema del fotovoltaico: la programmazione, però, deve essere più oculata, evitando una crescita disordinata che fin’ora ha procurato problemi di rete e distrutto le coltivazioni.

L’energia spesso non viene utilizzata, ma viene comunque pagata anche dai consumatori attraverso gli incentivi in bolletta – sostiene l’Adoc che suggerisce una fiscalità di vantaggio, che incentivi i piccoli impianti domestici con potenza massima di sei kilowatt e preva anche sul posto lo scambio e l’accumulo con batteria al sale (meno inquinante), così che ogni abitazione possa disporre dell’energia necessaria per l’illuminazione, gli elettrodomestici, il riscaldamento e il raffreddamento. Un tipo di impianti che potrebbe essere anche utilizzato per le piccole imprese.

L’Adoc sollecita, inoltre, una maggiore attenzione all’efficienza e autonomia energetica delle nuove costruzioni e una pianificazione alternativa del settore dei trasporti, con ricarica elettrica prodotta da fonti alternative: se si porta la quota dei biocarburanti dal 2 al 20% vanno evitati i danni all’agricoltura, individuando preventivamente i terreni dove produrre la materia prima senza sottrarla alle colture tradizionali, come la vite e l’olivo.

Un’ultima considerazione sulla ripartizione delle competenze in materia di energia: l’Adoc ritiene necessarie più competenze agli enti territoriali, ai sindaci in materia di autorizzazione di impianti, per l’individuazione dei terreni utilizzabili per la coltivazione di biomasse, per l’installazione di pannelli, per l’individuazione di distributori che dovrebbero avere il rifornimento per macchine elettriche e per impianti fotovoltaici condominiali. Anche nell’ambito condominiale è importante l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Infine, la questione benzina: “l’eccessiva crescita del prezzo del carburante non è certamente in armonia con i princìpi di equità fiscale e di progressività delle imposte contenuti nella Costituzione”. Il crollo dei consumi dei carburanti dimostra l’eccessivo costo che non va incontro alle necessità dei consumatori. Basta con questa crescita vertiginosa del prezzo della benzina.

Comments are closed.