Energia, lettera aperta di Paolo Landi (Fond. Consumo Sostenibile) a Matteo Renzi

Slitta al 2019 la fine del mercato tutelato dell’energia. Sarà infatti prolungato fino a giugno 2019 il sistema con tariffe fissate dall’Autorità per l’energia, che da un’analisi della stessa Authority sono risultate generalmente più convenienti rispetto a quelle che i consumatori riescono a spuntare sul libero mercato. Senza contare il fatto che le famiglie si sono dimostrate restie ad abbandonare il mercato tutelato. Su questo tema si sono espresse diverse associazioni dei consumatori. E su questo tema il presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile Paolo Landi ha deciso di scrivere una lettera aperta a Matteo Renzi, che pubblichiamo di seguito come contributo al dibattito sul mercato dell’energia.

energiaCaro Renzi,

il PD, sulla soppressione del mercato di maggior tutela prevista nel DL concorrenza, sta commettendo un grave scivolone. Anche se tale soppressione pare sia stata rinviata a Luglio 2019 (grazie alle pressioni dei consumatori), il nodo resta.

Uno “scivolone” che coinvolge 25 milioni tra famiglie e piccole imprese, le quali, nonostante tutte le pressioni del porta a porta, le telefonate serali, le pratiche commerciali aggressive ed ingannevoli, rifiutano di passare al mercato libero. Anzi, molti consumatori passati al libero sono poi tornati a quello tutelato, perché come ben sai (e come ha documentato la stessa Autorità) significa energia più costosa del 15% per la luce e del 8% per il gas.

Se il mercato tutelato sarà abolito, seguiranno aumenti delle bollette a due cifre per alcuni anni, con un maggior costo alle famiglia di 200/300 euro: è un copione già visto a suo tempo sulle assicurazione RC auto.

L’abolizione del mercato tutelato è una scelta voluta dalle imprese, non dai consumatori, non richiesta dalla Unione Europea, come si vuol far credere. L’ Unione Europea è solo il pretesto perché le norme europee mettono all’indice solo le tariffe “below the cost “(sottocosto), che, come ben sai, non è il caso dell’Italia.

Nel DL Concorrenza vi è un’altra scelta ancora più pazzesca: la messa all’asta di milioni di famiglie e piccole imprese, qualora non avessero accettato di abbandonare il mercato tutelato. Inoltre, dopo la farsa del cosiddetto mercato simile, per costringere le famiglie a scegliere un contratto sul mercato libero, saranno messe d’imperio nel servizio di salvaguardia, cioè insieme ai clienti morosi, dove le tariffe sono più care del 20/30%. Tutto questo riguarda 25 milioni di elettori: famiglie e piccole imprese.!!

La messa all’asta di famiglie e piccole imprese, non mi risulta che sia mai successa nella storia, sarebbe uno scandalo mediatico/sociale.

Perche il PD vuole fare questo bel regalo a 5 stelle, proprio alla vigilia delle elezioni politiche? Nel nome del mercato sarebbero calpestati i più elementari diritti ed il Pd messo sul banco degli accusati !!

Il tuo appello all’impegno dei militanti è giusto, ma il consenso passa soprattutto dalle scelte nelle quali ci si riconosce, poi come insegna il comune maestro Don Milani (tu per averlo letto io per esserci stato), passa dall’esempio, la testimonianza la coerenza e dal rimboccarsi le maniche.

Sottolineo ancora che in questo caso non si tratta di doversi adeguarsi alle direttive UE; anzi, in un documento dell’Energy Forum di Londra, il mercato di maggior tutela italiano è riportato come una best practise .

Il mio invito al PD è molto semplice: ripensi a questa scelta sbagliata a favore di una riforma che dia continuità al mercato tutelato. La stessa Commissione in un documento al Parlamento e agli Stati membri ci indica un possibile percorso: riformare L’Aquirente Unico trasformandolo in una Energy Comunity di servizio universale (ECOSS).

In breve voglio riassumerti le ragioni politiche ed economiche a supporto della tesi che ti ho esposto.

  1. Il mercato retail dell’energia è, e resta, dominato da poche imprese che controllano 80% del mercato, siamo quindi in un mercato oligopolistico, privo di una effettiva concorrenza. In Inghilterra, patria del liberismo, hanno riconosciuto questa realtà e hanno quantificato anche i danni subiti dai consumatori inglesi .
  2. L’Italia già dispone di una struttura collaudata (l’Acquirente Unico) che ha ben operato ed ha garantito ai consumatori in questi anni bollette più leggere. Si tratta quindi di portare alcuni correttivi ad una esperienza già consolidata.
  3. Si potrebbe quindi far diventare Acquirente Unico (magari denominandola ECOSS (Energy Comunity Servizio Universale) una Società pubblica senza scopo di lucro, con un CdA aperto alla rappresentanza dei piccoli clienti energetici, collocando questa nuova struttura nell’ambito della proposta UE sulla Energy Community (v. doc. UE del 2016 Delivering a new deal for energy consumer).
  4. Questa Società acquisterebbe l’energia (elettricità e gas) sul mercato all’ingrosso, coprendo una parte dei consumi con contratti di medio termine lungo, più funzionali e vantaggiosi, come avveniva nel passato. (A proposito, perche oggi l’Aquirente Unico acquistata solo sul mercato spot, notevolmente più caro? Chi l’ha deciso?)
  5. Il criterio operativo, può restare quello attuale, riversando i costi di acquisto dei tre mesi precedenti sulle tariffe dei tre mesi successivi. Un criterio semplice che evita rischi finanziari. Per il consumatore significa solo che eventuali aumenti o riduzioni sono applicati con tre mesi di ritardo.
  6. Il contratto di fornitura deve essere standard, avere una durata predefinita (uno o due anni), con la libertà per il consumatore alla scadenza del contratto di decidere se restare nella ECOSS o passare ad un operatore privato.
  7. L’ECOSS potrebbe vendere l’energia alle famiglie anche con sistemi di prepagato o con l’acquisto on line (evitando così i costi di fatturazione ed i rischi di morosità).

In sintesi, questa proposta si propone di salvaguardare un mercato in cui la tutela, non significa necessariamente un prezzo più basso, ma semplicemente la garanzia di tariffe trasparenti, non speculative, cioè non soggette ad aumenti speculativi, poiché i consumatori chiedono un servizio affidabile, semplice e controllabile. Insomma si esige quello che il mercato libero non ha saputo dare in tutti questi anni.

Questa scelta garantisce non solo i consumatori, ma anche il mercato dell’energia attraverso l’attività commerciale di un grande competitor di servizio universale , in concorrenza con i gli operatori privati……poi vinca il migliore per trasparenza, prezzo e servizio.!!

Un cordiale saluto

Paolo Landi

Presidente Fondazione Consumo Sostenibile

2 Commenti a “Energia, lettera aperta di Paolo Landi (Fond. Consumo Sostenibile) a Matteo Renzi”

  1. Luciano ha detto:

    Dalle parole lette nasce la constatazione che i comportamenti dei politici in Italia hanno il sapore amaro del potere al servizio degli interessi delle minoranze, dei monopoli, delle speculazioni e mai
    dei cittadini. Che rabbia e che tristezza viverci!!!

  2. visentin ugo ha detto:

    PAOLO LANDI ha perfettamente ragione ma l’enel mi ha passato al mercato libero senza la mia autorizzazione visto che sono invalido civivile al 75%. saluti

lascia un commento