Liberalizzazioni ed energia, Bortoni: “In Italia manca una strategia nazionale. Servono più infrastrutture nel gas”

Il mercato elettrico, in Italia, ha delle peculiarità e per questo non può essere lasciato a se stesso, soprattutto nel processo di liberalizzazione. Nel nostro Paese, però, una politica di liberalizzazioni coerente non c’è mai stata. Adesso il disegno di legge approvato dal Governo Monti lo scorso 20 gennaio vuole dar vita ad un processo di liberalizzazioni che include anche il settore dell’energia.

Il decreto stabilisce che sia il Ministero dello Sviluppo economico a dettare gli indirizzi per la riforma del settore elettrico e che sia l’Autorità dell’energia, attraverso misure ad hoc, a superare le criticità poste dalle fonti rinnovabili, garantendo più efficienza e sicurezza delle reti elettriche. Questi indirizzi appaiono abbastanza generici e, soprattutto, non assicurano una riduzione dei prezzi dei prodotti energetici entro il 2012.

Di questo si è parlato nel workshop “Le liberalizzazioni e l’energia” che si è tenuto oggi a Roma, organizzato da Staffetta Quotidiana e Fondazione Energia. “E’ importante avere una strategiaenergetica nazionale – ha detto nel suo intervento Guido Bortoni, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas – ma bisogna mettersi d’accordo sui punti fondamentali della strategia. A cominciare dagli obiettivi e dagli strumenti da fornire agli operatori per raggiungere gli obiettivi. In Italia sono stati fatti diversi tentativi, ma una strategia non c’è ancora”.

“Credo che il comune denominatore a qualsiasi strategia debba essere quello della maggior presenza di infrastrutture, soprattutto nel gas. L’Italia deve dotarsi di più infrastrutture per diversificare l’offerta, promuovere una maggiore concorrenza e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Per fare più infrastrutture si può pensare di caricare l’onere sulle tariffe agli utenti. In questo modo – ha spiegato Bortoni – il prezzo delle commodity si abbasserebbe di più dell’aumento delle tariffe in bolletta”.

Durante il workshop è stato consegnato il Premio unomo dell’anno 2011 che è andato a Flavio Cattaneo, Amministratore delegato di Terna, per il ruolo svolto nella gestione della Rete di trasmissione generale.  “Terna, sotto la guida di Flavio Cattaneo, è stata al centro della trasformazione del sistema elettrico ed energetico italiano investito nel corso del 2011 da cambiamenti radicali, e ha avuto il merito, più di ogni altro operatore, di aver attirato l’attenzione sul problema, sollevando questioni che attendono di essere affrontate e risolte. Cattaneo ha inoltre indicato gli strumenti indispensabili per delineare una strategia energetica, ad iniziare dalle infrastrutture necessarie a sostenere il nuovo orizzonte energetico al 2020 e oltre, fatto di un mix più bilanciato, risparmio energetico, efficienza, smart grid, evoluzione tecnologica. Infine ha sollecitato un’assunzione di responsabilità che va condivisa tra decisori pubblici, regolatore e industria”.

Queste le motivazioni che hanno convinto Staffetta Quotidiana e Fondazione Energia ad assegnare a Flavio Cattaneo il Premio di Uomo dell’anno, riconoscimento che dal 1992 viene attribuito a chi si è distinto, nel corso dell’anno, nel settore dell’energia. Lo scorso anno il premio è stato assegnato all’allora sottosegretario del Mse Stefano Saglia e l’anno precedente a Guido Bortoni, allora capo dipartimento del Mse.

 

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