Luce e gas, Consumatori contro gli aumenti

Lo scorso weekend si è aperto con l’ennesima brutta notizia per i consumatori italiani: da oggi, 1° ottobre, sono scattati gli aumenti sui prezzi di gas e luce (rispettivamente dell’1,1% e dell’1,4%). La decisione presa dall’Autorità per l’energia venerdì sera ha scaturito più di qualche reazione d’allarme. L’Adoc commenta: “La ragion d’essere dell’Authority è il contenimento politico degli aumenti dei prezzi dei beni energetici, non la ratifica passiva dei rialzi”.

“In un momento di enorme difficoltà è intollerabile far passare supinamente ogni aumento, a danno quasi esclusivo dei consumatori – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – l’Authority ha e deve avere un ruolo di responsabilità, non può solamente ratificare gli aumenti del costo delle materie prime e riversarli sulle famiglie, già stremate e ai limiti. Se non si accetta questo ruolo, tanto vale risparmiare tagliando l’Authority stessa”.

Secondo Federconsumatori si poteva fare di più per evitare gli aumenti. Ad esempio, rispetto al prezzo del gas, “se non ci fosse stata una sentenza del Consiglio di Stato favorevole alle imprese, che scarica 180 milioni di euro sulle bollette, invece dell’1,1% l’aumento sarebbe stato dello 0,6%, con un rincaro medio di circa 6 euro annui” precisa l’Associazione. Per quanto riguarda la luce, “se ci fosse stato l’intervento del Governo per trasferire sula fiscalità generale il finanziamento dell’incentivazione alle fonti rinnovabili, il cui importo viene anche caricato dell’Iva, vi sarebbe stato un minore aumento di 4 euro in termini annui”. Federconsumatori chiede al Governo di far qualcosa per contrastare ulteriori aumenti delle bollette, che non fanno altro che decurtare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, continuando ad infliggere pesanti danni all’intera economia.

Anche perché questi aumenti si aggiungono ai prezzi record raggiunti dalla benzina che è rincarata a settembre del 20,2%, tagliando la capacità di spesa delle famiglie e la  competitività delle imprese. “L’ulteriore aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea la Coldiretti – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare. Un incremento che colpisce l’agricoltura dopo che a luglio si era verificato un rincaro record del 26,2% per i costi dell’energia elettrica a carico delle imprese, secondo una analisi Coldiretti su dati Ismea. Ed è stata proprio la bolletta energetica a provocare la crescita dei costi delle imprese agricole del 3,1% secondo lo stesso Ismea. La corsa dei costi a carico delle imprese, spinta da energia e carburanti – conclude la Coldiretti – mette a rischio la competitività del sistema produttivo costretto a fare i conti con il forte calo dei consumi sul mercato nazionale.

Secondo il portale Facile.it, che compara le tariffe, luce e gas incidono in media per 2.000 euro all’anno nei bilanci familiari e le nuove tariffe renderanno le bollette ancora più salate. Con il mercato libero è possibile cambiare operatore, ma chi è che davvero si cimenta nel cambio, cercando un’offerta migliore? Il profilo del consumatore che osa il nuovo per ottenere un risparmio è il seguente (tracciato da Facile.it): uomo, 46 anni, con moglie e figlio (nucleo familiare di tre persone), vive al Nord ed è alla ricerca principalmente di un nuovo fornitore di gas: 78% di ricerche contro il 22% per un nuovo fornitore di energia elettrica. I consumi di gas, infatti, salgono molto se si ha un impianto autonomo (in quel caso utilizzato non solo per il riscaldamento, ma anche per la cottura dei cibi). “Orientarsi in un mercato così complesso come quello delle tariffe per l’energia – ha dichiarato Alberto Genovese, AD di Facile.it – non è affatto semplice, ma confrontando le diverse proposte degli operatori una famiglia può arrivare a risparmiare fino a 400 euro l’anno”.

 

Comments are closed.