Rinnovabili, APER: il Governo modifichi i decreti

“Confidiamo che il Governo tenga conto delle riserve manifestate dalle Regioni e riveda le proprie posizioni modificando i decreti e accogliendo le proposte che formuliamo da mesi”: è quanto afferma l’APER (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili) tornando sulla Conferenza unificata che si è occupata dei decreti sulle rinnovabili e dalla quale è emerso un parere positivo condizionato però alla proposta di alcune modifiche che andranno incorporate nei due decreti.

Il parere fortemente condizionato delle Regioni conferma le gravi riserve sui Decreti V Conto Energia e Rinnovabili Elettriche proposti dal Governo, rispetto ai quali non sembra esserci ancora un’intesa definitiva”, afferma il presidente di APER, Agostino Re Rebaudengo, commentando l’esito dei lavori della Conferenza Unificata.

Le Regioni hanno infatti condiviso le preoccupazione espresse dalle associazioni di categoria nei mesi scorsi, segnalando quali criticità dei decreti sulle rinnovabili la riduzione degli incentivi e gli oneri burocratici, ritenuti insostenibili, come i meccanismi delle aste e dei registri. Le soglie ingiustificatamente basse di applicazione di tali meccanismi, spiega l’APER, penalizzano l’utilizzo di eolico e fotovoltaico anche da parte delle piccole e medie imprese. E le relative procedure amministrative aumentano gli oneri per gli operatori e riducono la sicurezza degli investitori.

“Si utilizza la burocrazia – commenta Re Rebaudengo – per bloccare una filiera come quella delle rinnovabili, probabilmente scomoda ai grandi operatori energetici del panorama italiano che mal sopportano la concorrenza delle rinnovabili alle fonti fossili. Ora confidiamo che il Governo tenga conto delle riserve manifestate dalle Regioni e riveda le proprie posizioni modificando i Decreti e accogliendo le proposte che formuliamo da mesi”.

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