Risparmio energetico: l’opinione dei cittadini

Come può il settore energetico trovare rilancio e nuove prospettive di crescita andando incontro all’esigenze dei consumatori di ridurre i costi delle bollette? Questo l’interrogativo principale attorno al quale si è mossa la Tavola rotonda organizzata questa mattina a Roma da Adoc, Adiconsum, Lega Consumatori e Federconsumatori dal titolo “Energia di domani”.

La discussione dei rappresentanti nazionali e regionali delle associazioni dei consumatori e del mondo delle imprese di erogazione dei servizi intervenuti all’incontro ha avuto come punto di partenza la presentazione di un’indagine svolta dall’Istituto Piepoli per conoscere la posizione dei cittadini sul tema dell’energia e sulla loro propensione al risparmio. Considerando che il 98% degli italiani ha sentito parlare di risparmio energetico, vi è in questa percentuale un consistente 95% che si dichiara disposto ad impegnarsi concretamente per adottare misure che possano ridurre da un lato il costo delle fatture delle utenze e dall’altro fare qualcosa di positivo per l’ambiente.

Tuttavia, tale impegno è condizionato dall’azione politica svolta a livello istituzionale. Il 41% infatti dice che sarebbe più motivato ad intraprendere pratiche di comportamento volte al risparmio energetico e uno stile di vita più sostenibile se la credibilità delle politiche ambientali fosse maggiore. Gran parte del problema in questo caso deriva da un basso livello di informazione dell’opinione pubblica su quelli che sono gli obiettivi verso cui il nostro Paese si è impegnato anche in ambito internazionale. Se il 77% del campione ha sentito parlare del protocollo di Kyoto, appena il 22% è a conoscenza della strategia europea “20-20-20” (riduzione del 20% delle emissioni di CO2, aumento dell’efficienza energetica pari al 20% del consumo totale, incremento delle energie rinnovabili fino al 20% del consumo totale).

Sorge quindi un problema di comunicazione di quelli che sono gli impegni presi da parte dello Stato ma anche un problema di conoscenza di quelli che sono gli sprechi connessi all’uso dell’energia. Solo il 18% degli intervistati dice di sapere che un apparecchio lasciato in stand-by per un anno spreca oltre il 10% di energia utilizzata mediamente da una famiglia di 4 persone, mentre un consistete 45% è convinto che se ne disperda molto meno. Da qui il monito di Giovan Battista Zorzoli, Presidente di Intenational Solar Energy Society, che afferma la necessità di creare un tramite tra le famiglie e le società di distribuzione dell’energia per fare in modo che le buone pratiche sul risparmio si diffondano.

Ancora una volta i cittadini sentono il bisogno di un intervento chiaro da parte dello Stato che dovrebbe supportare gli investimenti in fonti rinnovabili con appositi incentivi a coloro che decidono di installare pannelli solari o qualsiasi altro metodo di risparmio energetico nelle proprie abitazioni. Naturalmente è fondamentale anche il ruolo delle Associazioni dei consumatori che, attraverso i canali mediatici dovrebbero spingere i cittadini verso questa direzione. Così, spiega Lamberto Santini, Presidente di Adoc, “iniziative come quelle della giornata odierna devono servire come punto di partenza e monito per tutti coloro che operano nel settore in modo da fornire risposte adeguate ai consumatori che oggi più che mai tengono d’occhio il costo dell’energia e non disprezzano di poterlo ridurre con l’introduzione di fonti alternative”.

di Elena Leoparco

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