SEN, I-Com: senza correttivi aumenti in bolletta elettrica

La scarsa competitività del prezzo del gas rispetto ai Paesi nostri vicini, un mix sbilanciato verso gli idrocarburi, i bottleneck tuttora esistenti nella rete nazionale tra le diverse zone, l’estrema volatilità della produzione da fonte rinnovabile non programmabile sono tra cause principali dell’aumento dei prezzi dell’energia elettrica italiana che rimangono ad oggi più elevati rispetto ai livelli medi europei. E’ quanto ha rilevato uno studio dell’Istituto per la Competitività i cui dati sono stati resi noti in occasione delle consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale (SEN) conclusasi nei giorni scorsi.

Secondo I-Com è proprio a causa di questi motivi che la bolletta elettrica non scenderà nei prossimi anni. “La SEN dovrebbe porsi invece l’obiettivo minimo di mantenere il prezzo dell’energia elettrica tendenzialmente stabile di qui al 2020 cercando, attraverso vari strumenti, di compensare gli aumenti già previsti dalla SEN o facilmente prevedibili, ascrivibili all’incentivazione delle rinnovabili e ad altri elementi come gli accumuli o gli altri maggiori oneri derivanti dalle rinnovabili” ha commentato il presidente Stefano Da Empoli sottolineando che “bisogna  trovare risparmi compresi tra 2 e 3,5 miliardi di euro, aggiuntivi rispetto a quelli che si conseguirebbero grazie ai minori costi della componente energia nel caso venissero realizzati i target ambientali previsti nella SEN. In assenza di interventi, la spesa media annua per la fornitura di energia elettrica per una famiglia tipo lieviterebbe, secondo le stime di I-Com,di una cifra compresa tra 22 e 38 euro dagli attuali livelli al 2020”.

Particolarmente chiaro, invece, è il ruolo delle rinnovabili nella SEN che fra otto anni dovrebbero soddisfare il 20% dei consumi finali totali, con l’elettricità verde che balzerebbe al 36-38% della domanda, raggiungendo i 131 TWh all’anno. Sulla base degli scenari della SEN, I-Com ha stimato che fatto 100 il contributo delle rinnovabili al mix di generazione elettrica, nel 2020 l’idroelettrico scenderà ben al di sotto dela soglia del 50% (per l’esattezza al 41,6%) mentre il fotovoltaico consoliderà la sua posizione di leader tra le nuove energie pulite con il 22,2%. Segue il testa a testa per la piazza più bassa del podio tra biomasse (accreditate del 15,3%, secondo le stime I-Com) e l’eolico (14,6%).

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