Aumento Iva, Federconsumatori e Adusbef: riportarla al 21%

L’aumento dell’Iva è dannoso per le famiglie, che riducono i propri consumi, e per lo Stato, che incassa sempre meno – come evidenziato dalla riduzione del gettito Iva del 5,2% nei primi otto mesi dell’anno. Per questo Federconsumatori e Adusbef chiedono di riportare l’Iva al 21% per rilanciare la domanda interna e per finanziare l’abolizione della seconda rata dell’Imu. L’Esecutivo, affermano le due associazioni, sembra ormai rassegnato all’aumento Iva al 22% nonostante tutti i gruppi parlamentari si dicessero contrari.

“Si discute molto, in questi giorni, su come trovare la copertura per abolire la seconda rata dell’Imu. Quello a cui nessuno pensa è che l’Iva è la chiave di tutto: per trovare le risorse necessarie basterebbe fare un passo indietro e riportare l’Iva ai livelli passati – affermano le due associazioni – Ecco la dimostrazione: il precedente ritocco dell’aliquota ordinaria ha infatti determinato danni enormi alle entrate fiscali che, solo nei primi 8 mesi del 2013, hanno registrato una riduzione degli introiti di 3,7 miliardi. Tale andamento, se proiettato nei 12 mesi, comporterà un minor gettito Iva tra i 5,5 ed i 6 miliardi di euro. È evidente, quindi, che l’incremento dell’Iva è estremamente dannoso non solo per le famiglie, costrette a ridurre drasticamente i propri consumi a causa della forte caduta del potere di acquisto, ma anche per lo Stato, destinato ad incassare sempre meno (a causa della contrazione della domanda interna ed alla crescita delle prestazioni in nero)”. Per far rientrare nelle casse dello Stato gli importi persi, affermano Federconsumatori e Adusbef, è dunque necessario diminuire l’Iva.

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