Codici: rimuovere Befera dall’Agenzia delle Entrate

Attilio Befera è allo stesso tempo presidente di Equitalia e Direttore dell’Agenzia delle Entrate: una doppia carica che non piace a Codici, per la quale è necessario intervenire contro il conflitto di interessi che questa situazione alimenta. L’associazione parte dai problemi creati da Equitalia, agenzia di riscossione che finisce a ciclo continuo nell’occhio del ciclone per i metodi di riscossione utilizzati, e snocciola un drammatico elenco di persone, imprenditori e artigiani che si sono uccisi, o hanno tentato di farlo, perché vessati dalle richieste di pagamento.

Si tratta, afferma Codici, dei “segni tangibili di una realtà molto drammatica, nella quale sarebbe auspicabile una società di riscossione più sensibile alle esigenze dei cittadini, a volte disperati, e che abbia metodi di riscossione che non prevedano interessi da capogiro, che fanno lievitare le cartelle fino a cifre esorbitanti. Ma le problematiche relative all’agenzia di riscossione si legano anche al conflitto di interessi che ruota intorno ad Attilio Befera: la persistenza di un sistema incoerente, che vede la stessa persona, come Direttore dell’Agenzia delle Entrate, proporre le normative, e come Presidente Equitalia, applicare le stesse disposizioni, è assolutamente inaccettabile”.

Nelle mani di una sola persona si concentrano forti poteri e questo non fa che alimentare le domande: “Non si rischia in questo modo di far crescere un dilagante conflitto di interessi? E’ giusto che le regole inerenti a provvedimenti e simili vengano stabilite all’interno della struttura che le mette in pratica? E infine, non sarebbero auspicabili le dimissioni di Befera da uno dei due ruoli?”.

“Per questi motivi – dichiara Ivano Giacomelli, segretario Nazionale dell’associazione – Codici chiede al nuovo Governo la rimozione di Attilio Befera dalla direzione dell’Agenzia delle Entrate”.

5 Commenti a “Codici: rimuovere Befera dall’Agenzia delle Entrate”

  1. giosuè ha detto:

    Poverino, con la faccia che si ritrova … si permette di fare la morale alla povera gente che non può pagare le tasse… mentre lui si può permettere di avere 2 incarichi (innegabilmente conflittuali ) di direttore e presidente … come dire: lui se la canta … lui se la suona . L’italia per coloro che fanno politica, perchè non saprebbero altrimenti cosa fare, rimane il paese di Bengodi. E sarà sempre così purtroppo. Vedi anche i deputati italiani al parlamento europeo che a detta di quelli di altri paesi europei sono considerati incompetenti, inutili e messi lì solo per rubarsi lo stipendio (e questo anche se non sono presenti)

  2. PIETRO PAOLO ha detto:

    E’ASSURDO L’ACCENTRAMENTO DI POTERE NELLE MANI DI UNA SOLA PERSONA.

  3. PIETRO PAOLO ha detto:

    CONDIVIDO PIENAMENTE LA GESTIONE DEGLI ENTI PUBBLICI NON PUO’ESSERE AFFIDATA AD UNA SOLA PERSONA.
    ANOMALIA SOLO ITALIANA CHE NELLO STESSO ENTE (AGENZIA ENTRATE) SI IDENTIFICA STATO ACCERTATORE-IMPOSITORE -RISCOSSORE E SANZIONATORE-
    TUTTI SONO CONVINTI CHE LE FUSIONI DELLE AGENZIE FISCALI SONO STATE DELLE MIOPI ED ABERRANTI SCELTE POLITICHE.

  4. Giacomo ha detto:

    Con tutta la disoccupazione giovanile è una VERGOGNA che ci siano dei superburocrati che occupano più poltrone e sopprattuto con conflitto di interessi.

  5. Giorgio Pellegatti ha detto:

    Si sieda su quante poltrone vuole, basterebbe che riuscisse a far pagare la tasse a chi non le paga, in modo che conseguentemente sia possibile ridurle