Delega Fiscale, Codici in Senato chiede un sistema equo e trasparente

Un sistema fiscale più equo e trasparente, nel quale non ci siano conflitti di interesse, con l’introduzione di norme sulla trasparenza e la vigilanza di organismi esterni rappresentanti delle categorie produttive e dei consumatori: queste le richieste e le proposte che il Codici ha presentato ieri in audizione al Senato sulla Delega Fiscale. “Siamo soddisfatti del percorso intrapreso in Commissione Finanze e  Tesoro – commenta Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici – Abbiamo trattato argomenti di vitale importanza per i cittadini, soprattutto in un periodo come questo di grande difficoltà economico-finanziaria”.

Codici ha voluto dar voce alle numerose problematiche sollevate dei consumatori, proponendo anche spunti e proposte. Nel dettaglio, l’associazione è intervenuta su Equitalia e i meccanismi di recupero delle somme: “Spesso le modalità di riscossione crediti da parte di Equitalia e delle Agenzie di riscossione tributi incidono in maniera importante sulle crescenti difficoltà economiche dei cittadini – spiega Codici –  Infatti con il sistema di interessi applicato alla scadenza dei tributi, l’aggio successivamente applicato e l’anatocismo esercitato  in fase di rateizzazione, si rende impossibile al cittadino poter sanare la propria posizione”. Tali motivazioni avevano già spinto il Codici a presentare una Petizione Popolare alle Camere e al governo per chiedere la modifica delle norme in vigore, avente ad oggetto punti quali la revisione del sistema di sanzioni fissando un tetto massimo non superiore al 20 % della somma dovuta; la revisione del sistema d’ interessi applicati fissando un tetto massimo non superabile pari alla misura dell’interesse legale; la riduzione di tutti i costi e gli oneri aggiuntivi a quelli effettivamente sostenuti; la dichiarazione dell’impignorabilità per crediti fiscali e/o tributari degli immobili destinati ad abitazione principale; la limitazione delle iscrizioni ipotecarie per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore dell’immobile stesso; la limitazione dei fermi amministrativi sui mezzi lavoratori e di trasporto dei debitori per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore del mezzo.

Sul Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, all’Art.52, “disposizioni per la riscossione mediante ruoli”, le perplessità riscontrate riguardano diversi punti fra i quali quelli riguardanti il valore minimo del debito per l’esproprio dell’immobile e l’impignorabilità della prima casa. Secondo l’associazione, “il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile  è stato innalzato da 20 a 120 mila euro: quello però che non viene tenuto in considerazione è che per iscrivere un’ipoteca basta aver un debito pari 60.000 euro, perché come è noto  il debito ipotecario si iscrive per il doppio della sorte”. Il dl prevede che “se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale non può essere pignorato”: la vera tutela per il cittadino, afferma Codici, sarebbe  la “non pignorabilità” in assoluto  della casa in cui vive a prescindere dal fatto che sia  unica proprietà o meno.

L’associazione chiede inoltre l’istituzione di un codice etico comportamentale che vieti la compatibilità e lo scambio di ruolo fra soggetti che appartengono ad Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia, l’introduzione di norme sul conflitto di interesse e sulla trasparenza, il divieto assoluto di bonus e premi per l’attività di riscossione e la vigilanza di organismi esterni rappresentanti di categorie produttive e consumatori sull’attività di Equitalia e degli agenti di riscossione.

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