Fisco, Governo prepari un maxi condono per vecchie cartelle esattoriali

“Il Governo si metta al lavoro per un condono fiscale che includa tutte le cartelle che giungono dopo troppi anni dall’infrazione e che, privando il cittadino dei suoi inviolabili diritti di difesa sanciti dall’art. 24 della Costituzione, producono un’ingiustizia assai maggiore rispetto alla stessa violazione originariamente commessa”. A chiederlo è il Codacons che racconta il caso di una signora milanese che il 4 ottobre del 2004 è stata multata due volte, con sanzioni da 50 euro l’una, sia per aver condotto il cane libero, senza guinzaglio, sia perché non provvista del sacchetto per la raccolta delle deiezioni dell’animale, violando rispettivamente l’art. 1 del regolamento d’igiene e l’art. 30 del regolamento del decoro urbano di Milano.

A distanza di ben 9 anni – continua l’Associazione – ossia il 10 dicembre del 2013, la signora ha ricevuto da Equitalia una cartella esattoriale per i mancati pagamenti delle 2 multe per un importo complessivo di 357,91 euro, 152,47 euro per il guinzaglio, 199,56 per il sacchettino e 5,88 di diritti di notifica, da pagare in unica rata entro 60 giorni. Una prescrizione interrotta nel 2009, 4 anni fa, con una letterina.

 

“Una vergogna che dopo 9 anni le multe non siano prescritte. Non è possibile che al cittadino giunga una cartella esattoriale dopo così tanto tempo dal fatto. Non importa se è effettivamente un trasgressore oppure no. Ricevere una cartella dopo 9 anni vuol dire veder violato il proprio diritto alla difesa e far venir meno il principio cardine della certezza del diritto” ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Donzelli.

 

“Il cittadino non può essere costretto a tenere per anni le ricevute dei pagamenti di multe, bolli auto, tassa rifiuti …., tanto più visto che c’è l’inversione dell’onere della prova e sta al cittadino dimostrare di aver pagato. Sono migliaia ogni anno i casi di persone costrette a versare due volte la stessa tassa solo perché non sono in grado, a distanza di anni, di provare la loro innocenza e, quindi, ci rimettono solo per l’inefficienza della pubblica amministrazione che manda avvisi a casaccio, anche a persone perfettamente in regola, solo perché non si ritrovano con le loro banche dati (un classico le regioni che chiedono conto del pagamento del bollo auto)” conclude l’Associazione.

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