Imposta di consumo su sigaretta elettronica, protestano i produttori

Protestano produttori e rivenditori di sigarette elettroniche contro il recente decreto che impone un’imposta di consumo del 58,5%: la manifestazione è attesa a Roma per martedì 9 luglio. Afferma una nota di Smokie’s: “Un Decreto Legge che pare surreale, il cui unico obiettivo è porre una tassazione smisurata sui dispositivi e i ricambi del fumo elettronico e che getta in ginocchio l’economia di un settore fatto di 3000 punti vendita e 5000 addetti, è la causa principale di una manifestazione voluta da tutti i marchi che operano nel settore e dall’Associazione che li raduna, Anafe”.

Lo slogan della manifestazione è “Non siamo fumo, non fate evaporare i nostri investimenti”. Dice Stefano Pozzi, amministratore delegato di New Smoke Network srl, proprietaria del marchio Smokie’s: “Siamo di fronte ad una decisione iniqua e antistorica che pone un’imposta di consumo del 58,5%, in aggiunta all’Iva al 21% e che in pratica finisce per affossare domanda e offerta. Il Governo ha inserito questa norma in un decreto a favore dello sviluppo occupazionale e dovrà fare i conti con la chiusura di almeno il 70% dei punti vendita. E’ davvero antieconomico. Stiamo decidendo una serrata generale dei nostri negozi per essere tutti a Roma a manifestare la mattina del 9 luglio – aggiunge – e ci aspettiamo che il Governo riveda la propria posizione, dandoci la possibilità di dire la nostra senza forzare tutti noi ad abbandonare la già traballante economia italiana verso economie di altri Paesi, più propensi a premiare chi decide di aprire un’attività”.

2 Commenti a “Imposta di consumo su sigaretta elettronica, protestano i produttori”

  1. contro lo stato italiano ..... ha detto:

    tengo 23 anni e mi sono aperto un negozio ma lo stato italiano non ci vuole far lavorare ci vuole far fare solo casini a noi giovanni poi si lamentano che i carceri sono pieni e normale lo stato ci rovina

  2. Anna ha detto:

    L’imposta di consumo del 58,5% potrebbe causare ulteriore disoccupazione (in particolare, giovanile) ed una conseguente chiusura delle attività commerciali dedicate alla vendita di sigarette elettroniche. Staremo a vedere!