Imu in ritardo, Altroconsumo: ecco cosa fare

Imu in ritardo? Altroconsumo spiega come calcolare gli interessi dovuti. Il pagamento deve essere effettuato sempre tramite il modello F24: all’importo dovuto vanno aggiunti alcuni euro a titolo di sanzione e interessi. Questi ultimi vanno calcolati su base giornaliera, generalmente il tasso è quello legale cioè il 2,5% annuo, ma i Comuni possono modificarlo. Meglio informarsi. Per prima cosa bisogna calcolare l’importo dovuto a titolo di imposta. Poi gli interessi. Se l’importo da versare è pari a 100 euro e si paga con 10 giorni di ritardo, gli interssi vanno calcolati in questo modo:

•100 x 2,5% = 2,50 euro annui

•2,50 x 10/365 = 7 centesimi

 Ai 100 euro di imposta si deve, quindi sommare, 7 centesimi di interesse.

 La sanzione, invece, è pari allo 0,2% giornaliero dell’importo se si paga entro 14 giorni; dal 15° giorno al 30°, la sanzione, invece, è del 3%  di quanto non pagato, senza rapportarla ai giorni di ritardo; superati i 30 giorni dalla scadenza, è possibile ravvedersi entro un anno pagando la sanzione del 3,75% oltre agli interessi.

 Altroconsumo, infine, fa il punto su una risoluzione del Ministero emanata a poche ore dalla scadenza del saldo per chiarire alcuni dubbi che avevano creato non pochi problemi ai contribuenti. Questa risoluzione ripropone nuovamente la questione che Altroconsumo ha sollevato più volte relativamente all’incertezza del diritto in materia di Imu. “Non è tollerabile pubblicare norme importanti a ridosso della scadenza del versamento, in questo modo si creano ulteriori difficoltà ai cittadini, in particolare a coloro che già si trovano in situazione di disagio come gli anziani ricoverati in casa di cura” spiega l’Associazione.

 Una delle indicazioni riguardava gli errori di compilazione dell’F24, come codici tributo o codici catastali. Errori non rimediabili a pagamento effettuato (cosa molto probabile, visto che mancavano poche ore alla scadenza).

 Uno degli aspetti più controversi riguardava le case degli anziani ricoverati permanentemente in casa di riposo. A giugno le case degli anziani che hanno trasferito la propria residenza in casa di riposo dovevano essere tassate come seconde case, quindi è stata versata una quota allo Stato e una al Comune. Se poi, per il saldo di dicembre, il Comune in questione ha equiparato la casa ad abitazione principale, il versamento è di competenza esclusivamente municipale. Qui nasce il problema, perché nessuno sapeva come trattate i soldi versati allo Stato, come fare a recuperarli. Il ministero al fotofinish chiarisce che anche il versamento allo Stato può essere dedotto dal totale dovuto a dicembre, e tutto quello che è stato pagato in più deve essere chiesto a rimborso al Comune (compresa l’eventuale quota di competenza dello Stato). Con una sibillina frase il ministero rimanda a successive istruzioni la liquodazione dell’eventuale rimborso della quota statale, chiesta al Comune. In pratica, chiediamo il rimborso al Comune ma non sappiamo ancora quando e come recupereremo i soldi.

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