Imu: slitta decreto su abolizione seconda rata

Slitta il varo del decreto sull’abolizione della seconda rata Imu sulla prima casa, previsto oggi in Consiglio dei Ministri. “Come sempre abbiamo sostenuto la seconda rata dell’Imu non sarà pagata dalle famiglie e dai cittadini. Questo è il nostro impegno e sarà rispettato”, ha detto in conferenza stampa il premier Enrico Letta, ma l’incertezza prosegue e riguarda il reperimento delle risorse necessarie per esentare dal pagamento dell’imposta i terreni agricoli – servono 400 milioni di euro – e per assicurare ai comuni il gettito atteso per il 2013, che ammonta a circa mezzo miliardo di euro, dato che l’anno scorso molti comuni  hanno aumentato l’aliquota base dell’Imu del 4 mille portandola in alcuni casi fino al 6 per mille.

Diverse le reazioni allo slittamento. Per il Codacons, l’incertezza peserà ancora sui consumi degli italiani, tanto più in vista del Natale. Per l’associazione “questa continua incertezza sulle future tasse che gli italiani si ritroveranno a pagare pesa sui consumi già in caduta libera. In particolare la scadenza della seconda rata Imu avrà un effetto diretto sui consumi di Natale. Gli italiani, infatti, non si fidano, considerato che anche sull’Iva c’era chi aveva promesso che non sarebbe scattato l’aumento. Inoltre si teme che la copertura per la seconda rata venga trovata aumentando altre tasse, a cominciare dalla service tax, Trise, Tasi, Tari, Tuc, taser o come diavolo vorranno chiamarla”.

Per Coldiretti, invece, si tratta di “uno slittamento necessario per evitare un inaccettabile dietrofront nei confronti degli impegni assunti per abolire l’Imu sui terreni e i fabbricati strumentali all’attività agricola. Le imprese – sottolinea la Coldiretti – hanno bisogno di certezze e stabilità e non certo di una tassa ingiusta che colpisce i fattori di produzione. Si tratta di non mettere in crisi un intero sistema produttivo e la credibilità delle Istituzioni nei confronti delle imprese costrette ad affrontare la già difficile situazione economica”.

Decisamente critica la posizione espressa da Unimpresa: “Il Governo di Enrico Letta è da tempo in uno stato confusionale e il rinvio del decreto legge per tagliare la seconda rata Imu, che era all’ordine del giorno dell’odierno consiglio dei ministri, conferma questa sensazione. Questa misura era attesa da settimane e oggi aspettavamo il varo del provvedimento urgente anche come segnale per le famiglie che devono tornare ad avere fiducia – afferma il presidente Unimpresa Paolo Longobardi – E invece questi continui rinvii e l’incertezza cronica che caratterizza l’azione dell’Esecutivo rappresentano un ulteriore elemento critico proprio per le speranze di ripresa. Insomma, se l’obiettivo dell’azzeramento del versamento di dicembre dell’Imu era quello di lasciare soldi in tasca ai cittadini con la speranza che si alimentino i consumi, il Governo sta facendo di tutto per fallire”.

Comments are closed.