Delega fiscale, sì a scontrini detraibili. Soddisfatta Assoutenti

Un emendamento alla delega fiscale proposto ieri dal Partito Democratico e approvato in Commissione Finanze del Senato introduce il ‘contrasto di interesse’. Cosa significa? Significa che chiedere la fattura all’idraulico o all’elettricista diventerà conveniente perché il contribuente potrebbe scaricare i costi dalla dichiarazione dei redditi. Ancora niente di definitivo perché il via libera definitivo al provvedimento arriverà, nella migliore delle ipotesi, entro Natale. Intanto, l’ipotesi ottiene il ‘disco verde’ di Assoutenti secondo cui rendere detraibili dalla dichiarazione dei redditi scontrini e fatture per spese di produzione del reddito familiare produrrebbe un risparmio stimato di circa 350 EURO annui a famiglia.

E’ quello che da anni sosteniamo – è stato il commento di Furio Truzzi Presidente dell’associazione – e che rende più equo il carico fiscale contribuendo nel contempo alla lotta alla evasione. Assoutenti auspica che l’emendamento venga approvato dal parlamento e che la detraibilità si estenda a tutte le spese della famiglia: istruzione, salute, trasporti, cultura e non solo a quelle collegate alla casa o alle aree di maggior evasione. Se così avvenisse il risparmio “fiscale” per le famiglie potrebbe raddoppiare.

2 Commenti a “Delega fiscale, sì a scontrini detraibili. Soddisfatta Assoutenti”

  1. Antonio ha detto:

    Non si può concedere la detrazione su tutti gli acquisti e le spese della famiglia! Bisogna procedere per campione, cambiando ogni anno i contribuenti da indagare. L’anno prossimo si potrebbe cominciare con gli idraulici e il Fisco vedrà lievitare sicuramente il loro reddito su cui basarsi anche per gli anni successivi.

  2. paolo ha detto:

    Complimenti a chi “richiedeva con forza” la detrazione degli scontrini: adesso che -forse- l’hanno ottenuto, se fino ad oggi l’agenzia delle entrate basava le proprie supposizioni di evasione su assegni e/o carte di credito e bancomat, alla palese dimostrazione di spesa (borsate di scontrini per prosciutto, scarpe, aperitivi,detersivi e caffè vari) nulla sarà più semplice che chiedere al contribuente: ” Ma col tuo misero stipendio, come fai a spendere tutti questi soldi, sapendo che secondo l’Istat, tu non potresti comprarti neanche la metà di tutto questo? Cosa mi nascondi? Sicuramente fai un lavoro in nero e non dichiari qualche migliaio di euri, quindi adesso non solo mi riprendo quello che ti ho rimborsato e con gli interessi( perchè no?), ma ti ficco anche una multa per omesse dichiarazioni. OK? Zitto e paga!”. Ricorsino??? Intanto p-a-g-a-r-e-, poi se ne parla
    Non solo: col pretesto dei rimborsi, lo Stato batterà cassa per il nuovo “buco di bilancio creatosi a causa della restituzione massiccia delle percentuali sugli scontrini che ha dovuto rimborsare ai contribuenti, non sanato dall’inconsistente aumento del gettito fiscale”, in parole povere qualche ennesimo aumento di tasse legittimate dalle richieste della prima riga di commento alleggerirà le tasche e a quel punto ciaociao felicità si scaricare gli scontrini.
    Qualcuno suggerisce che questo è il modo per fare emergere il sommerso: se chi lavora in nero lo fa a prezzi stracciati rispetto al professionista, provate voi a togliergli il lavoro e ridurlo sul lastrico, ha! Forse con una pistola alla tempia…..
    Non ultimo il confronto con gli USA: ma tutta ‘sta crisi non è cominciata laggiù dove detraggono gli scontrini, e dove se hai tanti debiti ti danno la carta di credito perchè hai una “bella storia di credito” *http://www.vivereinusa.com/2011/01/30/carte-di-credito-usa-come-funzionano-e-come-ottenerle/? Non mi pare che siano un bell’esempio da seguire…..
    Cominciate a trovare il posto per gli scontrini da tenere per 10 anni.
    La schiera dei commercialisti ringrazia.