Mini Imu e Tares, oggi la scadenza. Codacons ribadisce richiesta di proroga

Dopo giorni di fila agli sportelli dei Caf e di caos per sapere se e quanto pagare, scadono oggi i termini per il pagamento della mini-Imu e della maggiorazione Tares. E il Codacons torna a chiedere al Governo una proroga dei termini di 3 settimane, ossia fino a venerdì 14 febbraio. “Una decisione di buon senso per evitare che anziani debbano passare la giornata di oggi in coda e che avrebbe solo effetti positivi – spiega l’associazione – Un semplice slittamento della scadenza, infatti, non genererebbe alcuna confusione. La confusione, infatti, è quella di oggi, è quella di chi è in coda da stamattina agli uffici postali, è quella di chi sta pagando senza arrotondare o sotto al minimo solo perché non ha ancora capito l’importo giusto”.

Il pagamento interesserà circa dieci milioni di proprietari di prima casa, che dovranno pagare la parte residua della seconda rata Imu nei comuni che hanno alzato l’aliquota nel 2013. A questo si aggiunge il pagamento della maggiorazione Tares per i residenti nei comuni che non l’hanno accorpata al pagamento in scadenza a dicembre, un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadrato.

Alcuni contribuenti però, denuncia il Codacons, accetteranno sanzioni pur di non fare file chilometriche. “La denuncia di ieri dei Caf , secondo i quali  molti contribuenti hanno preferito optare per una minisanzione piuttosto che stare in fila per ore, ha dell’incredibile e dimostra che la richiesta del Codacons di annullare almeno fino al 14 febbraio le sanzioni previste per chi non si è messo ancora in regola, non solo è sacrosanta, ma è un atto dovuto”, spiega l’associazione, che sottolinea come il Governo non abbia rispettato lo Statuto del Contribuente fissando termini per il pagamento illegittimi perché inferiori ai 60 giorni previsti. “Ovvio, quindi, che in caso di sanzioni per i ritardatari scatterebbero da parte del Codacons centinaia di ricorsi per impugnare le sanzioni – spiega l’associazione – Come noto, per lo Statuto del contribuente, “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore“. Considerato che il decreto legge sull’Imu è del 30 novembre, qualunque data prima del 30 gennaio 2014 è, quindi, illegittima”.

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