Osservatorio: Redditometro e Redditest, tutto ciò che i contribuenti devono sapere

La tecnologia non si ferma mai, e noi dobbiamo cercare di starle dietro. Considerando poi che adesso per fare shopping non si deve più neanche uscire di casa, ma si possono fare acquisti online comodamente dalla propria poltrona, dobbiamo ponderare la scelta della carta di credito più adatta a noi, ad esempio mettendo i conti correnti a confronto per trovare quella più adatta al nostro profilo.

A partire dal 1 marzo 2013, entrerà in funzione il Redditometro, un nuovo strumento per combattere l’evasione fiscale varato dal governo Monti. Questo nuovo sistema di controllo andrà a monitorare l’andamento dei conti correnti bancari di circa 40 milioni di contribuenti italiani, ricercando eventuali situazioni anomale tra i redditi dichiarati al Fisco ed il tenore di vita sostenuto (tranne che per i redditi inferiori ai 12 mila euro annui).

In particolare, il Redditometro verificherà la congruità di circa un centinaio di voci di spesa, tra cui abbigliamento, elettrodomestici, arredamento, alimentari, prodotti bancari (come conti correnti, conti deposito, titoli, azioni, carte di pagamento, etc.), ed altri beni e servizi di largo consumo. In assenza di valori certi, verranno utilizzati quelli stilati annualmente dall’Istat su base familiare e territoriale.

Nel caso di anomalie, i redditi dei contribuenti verranno sottoposti ad approfondimenti ulteriori da parte della Guardia di Finanza. È bene ricordare che i controlli potrebbero scattare anche dopo anni, quindi sarebbe una buona pratica quella di effettuare sempre pagamenti tracciabili e conservare le ricevute, almeno per gli acquisti di un certo rilievo (automobili, elettrodomestici, viaggi, etc.).

Per aiutare i risparmiatori in questo loro “compito”, è stato inoltre varato il Redditest, un software sviluppato dall’Agenzia delle Entrate, che consente ai contribuenti di rendersi conto di quali siano i criteri secondo cui vengono fatti i controlli, nonché di verificare lo stato delle proprie finanze. Il Redditest è dunque uno strumento a supporto del singolo cittadino, non un sistema di controllo ufficiale: un risultato incongruente al Redditest non fa scattare automaticamente i controlli del Fisco.

L’intervento delle autorità si rende necessario nel momento in cui l’Anagrafe tributaria rileva spese sospette rispetto a quelle dichiarate, con un divario superiore al 20%. Una volta emersa un’incongruenza, il contribuente può difendersi esibendo le prove che tale pagamento è stato effettuato da terzi, o che l’acquisto è stato possibile grazie ai risparmi accumulati negli anni: in tal caso i controlli non proseguiranno oltre. Invece, nel caso in cui il contribuente non riesca a dimostrare la sua buona fede, prenderanno avvio le indagini ufficiali, e in caso di colpevolezza, sarà tenuto a versare al Fisco il 30% della maggior somma percepita.

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