Aviaria, Tribunale UE dà ragione all’Italia su misure straordinarie a sostegno avicoltori

Il Tribunale dell’Unione Europea ha dato ragione all’Italia approvando il ricorso contro la Commissione Europea a proposito delle misure straordinarie di sostegno agli avicoltori prese durante l’influenza aviaria che ha colpito il nostro Paese tra il 1999 e il 2003.

Per far fronte all’epidemia il Ministero della Salute aveva istituito, attorno ad ogni azienda infetta, una zona di protezione; gli avicoltori erano tenuti ad abbattere gli animali colpiti dalla malattia e a ridurre la densità dei loro allevamenti. Si introduceva il divieto generale di esportazione di pollame e di uova da cova dalle regioni interessate verso il resto del territorio nazionale, gli altri Stati membri e i paesi terzi.

Dopodiché l’Italia ha chiesto alla Commissione misure eccezionali di sostegno al mercato della carne di pollame per attenuare i danni economici subiti. Ma Bruxelles ha concesso un aiuto diretto solo per le perdite causate dall’utilizzo delle uova da cova per la trasformazione in ovoprodotti e dalla distruzione delle uova la cui incubazione non avrebbe più consentito una tale trasformazione.

Dalle misure eccezionali erano esclusi i pulcini di un giorno che, secondo la Commissione, potevano circolare liberamente ed essere commercializzati in Italia al di fuori delle zone a protezione e sorveglianza o al di fuori dell’Italia. Inoltre, la produzione dei pulcini di un giorno avrebbe potuto essere interrotta per evitare un aumento delle perdite economiche e, le perdite subite dai produttori erano il risultato della struttura della filiera di produzione in Italia e delle scelte commerciali degli operatori.

L’Italia ha chiesto al Tribunale di annullare la decisione, contestando alla Commissione una differenza di trattamento tra i produttori italiani di uova da cova e i produttori italiani di pulcini di un giorno.

Il Tribunale ha annullato la decisione della Commissione rilevando che in Italia sono state messe in atto misure di restrizione alla libera circolazione dei pulcini di un giorno e che la Commissione ha operato una distinzione fra le perdite economiche causate dalla soppressione dei pulcini di un giorno e quelle dovute alla distruzione delle uova da cova per le quali il processo di incubazione era iniziato ma non ancora terminato. 

Soddisfazione espressa da Confagricoltura, grata al Ministro dell’agricoltura Mario Catania che si è impegnato per il risarcimento degli ingenti danni subiti dal settore avicolo italiano, a causa della crisi commerciale prodotta dall’allarme mediatico a seguito dell’influenza aviaria. A questo punto, secondo Confagricoltura, al di là della soddisfazione per il riconoscimento del principio di “non discriminazione”, è necessario portare avanti in fretta e fino in fondo l’operazione per la definizione, lo stanziamento e l’erogazione dell’indennizzo del maggior numero possibile di quelle aziende che furono duramente colpite dalla crisi.

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