Consob, le proposte di Federconsumatori e Adusbef per la Camera conciliazione e arbitrato

La Consob ha avviato all’inizio di aprile una consultazione per modificare alcuni punti del regolamento che ha istituito più di 3 anni fa la Camera di conciliazione e arbitrato per la risoluzione di controversie tra gli investitori e gli intermediari. Come succede per le controversie bancarie con l’Arbitro Bancario e Finanziario, anche in caso di controversie legate agli investimenti si può seguire la strada della mediazione.

Ma, a differenza dell’Arbitro Bancario e Finanziario, la Camera di conciliazione e arbitrato della Consob non prevede l’obbligo di adesione al sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie da parte degli intermediari. Infatti, come sottolineano Federconsumatori e Adusbef rispondendo alla consultazione della Consob,  i risultati della Camera non sono entusiasmanti proprio per i numerosi casi di mancata adesione da parte degli intermediari alle richieste di conciliazione (che sono state pari a circa il 50% delle istanze avviate).

Le Associazioni chiedono quindi alla Consob di attivarsi presso il legislatore per introdurre nel TUF il principio dell’adesione obbligatoria di banche e intermediari finanziari al sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie, analogo all’ABF. Si  otterrebbero così risultati più concreti e proficui per la tutela dei diritti dei risparmiatori che potrebbero risolvere gratuitamente conflitti di entità economica contenuta, che altrimenti rischierebbero di restare irrisolti, considerati i costi elevati di un contenzioso ordinario. Inoltre migliorerebbero le relazioni tra clienti e intermediari, poiché il sistema di risoluzione alternativa consente di dare rapida soluzione a vertenze di rilievo economico non particolarmente significativo, senza interrompere necessariamente il rapporto con i risparmiatori.

 

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