Ddl anticorruzione, le richieste di Cittadinanzattiva

Oggi è in discussione alla Camera il ddl anticorruzione. Da Cittadinanzattiva l’appello affinchè il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e i deputati approvino gli emendamenti suggeriti dall’Associazione. “Nel momento in cui nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, comincia la discussione sul ddl anticorruzione – spiega Vittorio Ferla, responsabile di Cittadinanzattiva per Trasparenza e Legalità – ci pare importante che tutte le parti politiche votino in modo compatto per dare un segnale chiaro alla cittadinanza.
La corruzione si combatte prima di tutto aggredendo i patrimoni dei corrotti come indicato, più di trent’anni fa, da Pio La Torre a proposito della mafia. E’ importante però che la prescrizione non diventi un ostacolo: non ci interessa tanto o soltanto che i corrotti scontino le giuste pene, ma piuttosto che i beni ottenuti illecitamente siano restituiti alle comunità e tradotti in iniziative di utilità sociale”

Gli emendamenti presentati da Cittadinanzattiva prevedono, in primo luogo, di introdurre la confisca e l’uso sociale dei beni dei corrotti, come nei reati di mafia e come già previsto nel codice antimafia; affidare, poi, all’Agenzia Nazionale l’amministrazione dei beni sequestrati e la destinazione dei beni confiscati per reati contro la pubblica amministrazione; infine, proseguire il procedimento penale, anche in caso di prescrizione del reato, ai soli fini del recupero di beni e risorse”.

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