Giustizia: un libro verde per i parametri di qualità degli organismi di mediazione

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato un libro verde con l’obiettivo di predisporre un “Manuale della qualità degli organismi di mediazione”.

La consultazione pubblica sui temi della giustizia (avviata il 10 gennaio e chiusa il 31 gennaio) rappresenta una novità per l’Italia ma non per l’Unione Europea che proprio dagli esiti delle consultazioni pubbliche sugli strumenti di risoluzione delle controversie e sui sistemi di ricorso collettivi, ha elaborato le proposte di direttive e di regolamenti oramai in dirittura di arrivo. La Commissione mercato interno e protezione dei consumatori (IMCO) del Parlamento Europeo ha approvato il testo del nuovo pacchetto legislativo sulle controversie di consumo che gli Stati membri saranno chiamati ad implementare dopo che la proposta sarà definitivamente approvata dal Parlamento, nella seconda metà del 2013.

In Italia, a differenza di quanto si possa pensare considerata la dichiarata incostituzionalità per eccesso di delega del tentativo obbligatorio di mediazione, l’interesse a promuovere strumenti di ADR (alternative dispute resolution) è tutt’altro che sopita.

A breve prenderà il via anche il servizio conciliazione del settore energia previsto in attuazione delle Direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE.

E’ sempre più evidente l’inevitabile sviluppo delle procedure di conciliazione ma lo sviluppo della fiducia presso i cittadini e le imprese non è così scontato. Ben venga quindi un manuale per la qualità degli organismi di mediazione per alzare l’asticella della qualità del servizio giustizia di cui fa integralmente parte la mediazione delle controversie civili e commerciali.

I tempi però previsti dalla consultazione sono stati brevissimi. Sarebbe stato utile prevedere un tempo più adeguato per consentire una partecipazione ampia da parte degli utenti e delle associazioni di rappresentanza dei cittadini. In considerazione inoltre della specifica competenza in materia di controversie di consumo prevista dal Codice del Consumo e dei compiti di consultivi del Consiglio Nazionale dei Consumatori, sarebbe stato auspicabile estendere i tempi della consultazione per consentire a tali soggetti l’espressione di un parere in merito.

Cittadinanzattiva ha partecipato alla consultazione ponendo l’attenzione sui requisiti da valutare per la scelta degli organismi di mediazione e sulla informativa da fornire ai cittadini in fase di presentazione della domanda. Per accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti della mediazione la trasparenza riguardante gli organismi deve essere piena e riguardare anche la strategia delle intese e degli accordi di collaborazione che l’ organismo stipula con altri soggetti anche ai fini di agevolazioni tariffarie o altri benefit eventualmente concessi. E’ opportuno inoltre valorizzare il know how e l’esperienza maturata dai mediatori attraverso diverse tecnologie di tutela come ad esempio la negoziazione paritetica. Una maggiore specializzazione degli organismi può rappresentare la vera sfida per gli organismi che intenderanno esercitare con professionalità la funzione di interesse generale svolta attraverso l’erogazione del servizio mediazione. Il sistema Italia ne avrebbe bisogno.

 

a cura di Liliana Ciccarelli

Cittadinanzattiva

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