Giustizia, UNC: i reclami più diffusi su telefonia, energia ed e-commerce

Telefonia, energia ed e-commerce sono i settori che raccolgono la maggior parte dei reclami giunti all’Unione Nazionale Consumatori l’anno scorso: oltre diecimila, per il 27 per cento concentrati sui problemi con gli operatori telefonici, per il 15 per cento su tutti i disservizi relativi all’energia e per il 13 per cento sul commercio elettronico. Ma non mancano segnalazioni su viaggi e vacanze e sui disservizi di poste, banche e assicurazioni. Un altro dato che emerge  dal report “Reclami e contenzioso” presentato dall’associazione è la “fuga dai tribunali” dei consumatori: sotto i 700 euro i consumatori italiani rinunciano a difendersi, mentre nel 2010 tale cifra era di 500 euro.

“E’ la telefonia la regina incontrastata della classifica dei reclami che arrivano ogni giorno alla nostra associazione – spiega il segretario generale UNC Massimiliano DonaIl 27 per cento dei 10.700 reclami raccolti nel 2013 riguarda proprio i problemi con gli operatori telefonici (costi non dovuti, portabilità, attivazione servizi indesiderati, scarsa trasparenza contrattuale, inefficienza dei call center), seguiti al 15 per cento dai disservizi relativi all’energia (bollette gonfiate, fatture di conguaglio, offerte non in linea con i consumi); il 13 per cento delle lamentele riguarda, poi, l’e-commerce (in particolare problemi per ritardi nella consegna, danni ai prodotti, inefficienze nel sistema dei pagamenti on-line), il 12 per cento, viaggi e vacanze (soprattutto per il ‘fai da te’ turistico) e il 9 per cento i prodotti in generale, con punte per il mancato rispetto della garanzia post-vendita. Si registra, infine, un 25 per cento di denunce che riguardano i servizi di poste, banche, assicurazioni, trasporti“.

L’associazione sottolinea poi la “riluttanza a difendersi” dei consumatori: la “soglia di impunità” è arrivata a 700 euro, in ascesa rispetto agli anni scorsi, per cui sono sempre più numerosi i cittadini che non possono permettersi di rivolgersi al giudice e così rinunciano di fatto ad ogni tutela. Spiega Dona: “Eppure il processo tradizionale non è l’unica soluzione come sanno bene tutti quei consumatori che si rivolgono alla nostra associazione e risolvono i loro problemi grazie ad interventi stragiudiziali: grazie alla diffida inviata da UNC per conto dell’utente (55 per cento); grazie ad una procedura di conciliazione (36 per cento) o denunciando il caso ad un’Autorità di controllo o alle Istituzioni preposte (7 per cento). Soltanto il 3 per cento procede con un processo civile o con una class action, a riprova che ancora tanto va fatto per rendere questo ultimo strumento davvero utile per la difesa dei consumatori”.

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