Mediazione civile, il bilancio del Ministero

Al fine di ridurre il flusso in ingresso di nuove cause nel sistema Giustizia, il 21 marzo del 2011 entrava in vigore la riforma della mediazione civile. Molte le controversie per le quali, da quella data, è diventato obbligatorio il tentativo di mediazione fra le parti, in base al Decreto legislativo n.28/2010: si tratta di diritti reali (distanze nelle costruzioni, usufrutto e servitù di passaggio ecc.), divisione , successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’obbligatorietà per le controversie in materia di condominio e risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti è stata differita al 20 marzo 2012 per consentire un avvio graduale del meccanismo.

Secondo le rilevazioni fornite dal Ministero della Giustizia le domande di mediazione iscritte in un anno sono state 91.690, di queste 59.293 sono state definite. Il 19,6% delle domande aveva come oggetto i diritti reali, seguite dalla locazione (12,4%) e dai contratti bancari (9,4%). Il valore medio della lite è stato pari a 118.299 euro. Ad utilizzare maggiormente la mediazione sono i cittadini campani (15,7%), seguiti da Lombardia (11,4%) e Sicilia (9,6%). Quanto ai tempi di definizione della controversia, sembra che la riforma abbia raggiunto il suo obiettivo. Se nel processo ordinario occorrono 1066 giorni, con la mediazione in 75 giorni si definisce la controversia (senza un accordo) ma i giorni diventano 61 quando le parti trovano un accordo.

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