Mediazione obbligatoria, no della Consulta

La Corte costituzionale ha deciso per la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione: il legislatore aveva previsto nel decreto legislativo la mediazione quale tentativo obbligatorio preventivo in funzione di filtro all’azione giurisdizionale in una molteplicità di materie del diritto civile e commerciale (dai diritti reali, alle locazioni, ai contratti bancari, finanziari, assicurativi, etc.).Quindi non un giudizio sulla mediazione obbligatoria, ma un giudizio che censura l’operato del Governo in relazione a quanto deliberato dal Parlamento con la legge delega (articolo 60 della legge 69/2009) in attuazione della nota direttiva europea n. 52/2008.

“Occorre rilanciare la conciliazione paritetica” ha commentato Pietro Giordano, Adiconsum che ha sempre manifestato dubbi sia sull’obbligatorietà della mediazione sia sulla sua incisività nella soluzione dei contenziosi civili e commerciali.

Adiconsum – prosegue Giordano – ribadisce come invece sia assolutamente indispensabile favorire con normative di legge-quadro la conciliazione paritetica fra Associazioni Consumatori e Imprese/Associazioni imprenditoriali, unico strumento riconosciuto come buona pratica anche dalla Commissione europea, che negli anni ha dato per migliaia di contenziosi risultati positivi. Purtroppo però una cultura ancora troppo statalista assegna o ai tribunali o a subtribunali come era nei fatti la mediazione, compiti che invece devono essere delegati, in una logica di sussidiarietà, alle parti sociali.

Adiconsum ribadisce che è necessario realizzare un Fondo costituito da una parte delle multe dell’Antitrust e dell’Agcom, capace di finanziare la conciliazione paritetica e favorire così la soluzione positiva dei contenziosi Consumatori-Aziende.

Secondo Liliana Ciccarelli, Cittadinanzattiva, “è comunque necessario inserire nel nostro ordinamento un sistema di tutele che non sia solo giurisdizionale , che non passi cioè solamente per le aule dei Tribunali. L’Europa considera lo sviluppo degli strumenti di conciliazione uno dei pilastri per contenere la crisi e rilanciare li sviluppo e la crescita del mercato unico. Non perdiamo di vista questo contesto e lavoriamo per dare al Paese risposte moderne per garantire anche un servizio giustizia efficiente. La sentenza cade proprio in un momento in cui si  cominciavano a leggere i primi segnali incoraggianti del ricorso alla mediazione. I cittadini richiedono uno strumento di tutela in più non uno in meno.”

Lorenzo Miozzi, Movimento Consumatori, chiede, infine, “al Governo  un decreto legge che non interrompa gli effetti della normativa in vigore. Un’interruzione che comporterebbe il ritorno al caos nella gestione delle pratiche e un problema di nostra credibilità all’estero dove lo strumento dà, da tempo, ottimi risultati in termini di semplificazione dei contenziosi”.

 

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