Multe alle società di calcio, Aduc: perchè a rimetterci deve essere l’abbonato?

Le sanzioni emesse dal Giudice Sportivo nei confronti di Società di calcio coinvolte in episodi di violenza o razzismo sono giuste? Secondo Antonello Polito, legale consulente di Aduc, sono giuste e doverose. Ma perché poi a rimetterci deve essere l’abbonato?

Ad esempio l’11 novembre scorso la Società Juventus F.C. è stata sanzionata a disputare due gare con i settori della Curva Sud e Curva Nord dello Juventus Stadium chiusi, a causa dei cori razzisti dei tifosi juventini contro quelli napoletani nella partita di campionato del giorno prima. La sanzione specifica che la condotta contestata “integra inequivocabilmente, senza la necessità di ulteriori approfondimenti, gli estremi del comportamento discriminatorio per origine territoriale”.

Polito sottolinea un aspetto che sembra sfuggire, da un punto di vista giuridico, alla logica del provvedimento: “perché, se ad essere sanzionata è la Società ed il suo Stadium, a rimetterci dev’essere il tifoso abbonato? Infatti, le condizioni generali di abbonamento alle partite casalinghe della Juventus F.C. prevedono che “l’obbligo di giocare partite a porte chiuse, e/o eventuali chiusure di settori, […] non genereranno diritto al rimborso”.

Ai sensi del Codice del Consumo, si tratta di una  clausola vessatoria poiché inserisce limitazioni alla responsabilità del soggetto professionista, che in questo caso è la Società calcistica. Il legale di Aduc  allora si chiede: “Perché la Società sportiva non deve rimborsare l’abbonato per le partite che non potrà vedere?” Ad essere sanzionata, infatti, è la Società calcistica, in quanto la medesima, ex art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva, “rispond[e] oggettivamente anche dell’operato […] dei propri sostenitori”, tanto da avere tutti i poteri di perquisizione, allontanamento e sospensione nei confronti dei propri abbonati, oltre che di impianti che devono essere “dotati di strumenti che consentano la registrazione televisiva delle aree riservate al pubblico”. La Società, dunque, risponde con responsabilità oggettiva, proprio perché ha tutti i poteri/doveri di non permettere il verificarsi di certi eventi, per i quali infatti è dotata dalla legge di tutti i mezzi di prevenzione. Inoltre, in virtù della titolarità nominativa dei posti e degli abbonamenti e della concorrente presenza (obbligatoria) di strumenti di registrazione audio-video, sarebbe onere della Società poter individuare i (pochi) responsabili di comportamenti incivili, anche e soprattutto a tutela della maggior parte degli abbonati che ancora ritengono piacevole andare allo stadio per apprezzare un grande evento sportivo, piuttosto che per godere di due ore di inurbana impunità.

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