Responsabilità civile dei magistrati, Cittadinanzattiva: lede indipendenza

Nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha dato il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. La norma, un emendamento alla Legge Comunitaria, prevede che il magistrato risarcisca chi è stato danneggiato da un suo errore commesso per dolo o colpa grave. Finora, in caso di errore accertato, il risarcimento è stato a carico dello Stato. Il provvedimento ha incassato il parere sfavorevole dell’Associazione Nazionale Magistrati che l’ha definito “un’intimidazione nei confronti della magistratura”. Dello stesso parere Cittadinanzattiva. “La strada verso una maggiore responsabilizzazione dei magistrati è stata già tracciata di recente”, ha spiegato Mimma Modica Alberti, “la Legge 14 settembre 2011, n. 148 ha, infatti, già introdotto il principio della responsabilità disciplinare per il magistrato che non rispetta il calendario delle udienze”.

Secondo Cittadinanzattiva il Governo ed il Ministro della Giustizia devono affrontare senza indugi la questione più generale delle garanzie ai cittadini e della tutela del loro diritto alla giustizia dentro la quale riflettere semmai su come affrontare e risolvere il tema della responsabilità del singolo. Lasciando però fuori tutto ciò che manomette il principio Costituzionale dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e l’obbligatorietà dell’azione penale, che garantiscono che tutti i cittadini siano effettivamente uguali di fronte alla legge.

 

 

 

 

4 Commenti a “Responsabilità civile dei magistrati, Cittadinanzattiva: lede indipendenza”

  1. Pier ha detto:

    Ma quale intimidazione! Anch’io allora voglio che i miei errori vengano risarciti dallo stato! ma stiamo scherzando??? Sbagli=Paghi! è una semplice equazione che è sempre stata valida per tutti ed è ora che lo sia anche per loro! e non avere la mammina che gli para il c..lo. Ah se han paura, possono sempre cambiare lavoro, come fa tutto il resto del mondo..

  2. graziella perego ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo. Altrimenti i magistrati avranno sempre timore di iniziare cause, soprattutto contro chi è molto forte sia economicamente che socialmente. Cerchiamo di fare qualche iniziativa.

  3. Romano ha detto:

    E per la tutela del cittadino condannato per dolo o colpa grave del Magistrato chi si occupa?

  4. Carlo Pepe ha detto:

    Chi rompe paga e i cocci sono suoi. Questo vale per tutti. L’ingegniere che sbagia il calcolo del cemento armato paga di suo l’errore. Il chirurgo che asporta il rene destro anzichè il sinistro paga di suo. Il venditore di un qualsiasi prodotto che risulta inservibile o non conforme, è costretto a sostituirlo a sue spese. L’artigiano che consegna un’opera difettosa è costretto a rifarla o ripararla. Il contadino che produce beni alimentari con procedimenti non consentiti e/o dannosi per la salute paga anche con il carcere.
    Tutto questo è giusto e costituzionale.
    Il magistrato che si adopera per scaggionare l’ingegniere che ha progettato la schuola che è crollata; il magistrato che si prende i soldi per addolcire una sendenza; il magistrato che indaga, condiziona e danneggia il cittadino che non ha in alcun modo contravvenuto alla legge, non applica la giustizia ne la costituzione. Quando si verificano casi simili, sono proprio loro al difuori della legge e della Costituzione e non devono invocare un trattamento privileggiato. La Costituzione non vuole una casta che tutto può e nulla deve.
    Grazie se pubblicate la mia opinione