Sciopero avvocati penalisti, Cittadinanzattiva: ulteriore allungamento dei processi

Contro le liberalizzazioni hanno incrociato le braccia gli avvocati penalisti. Secondo  il presidente dell’Unione camere penali, Valerio Spigarelli “l’adesione allo sciopero è stata pressoché totale nella prima giornata di protesta e ha visto la partecipazione di delegazioni da tutta Italia”. Non ci sta Cittadinanzattiva secondo cui “lo sciopero non fa altro che allungare i già biblici tempi della giustizia”.L’Associazione, tuttavia, ha fatto sapere di condividere “alcune delle perplessità sulle norme contenute nel cosiddetto pacchetto liberalizzazioni. In particolare, la possibile introduzione di società di capitali che più che facilitare la concorrenza, a nostro parere esporrebbe ancora di più il sistema all’aumento del contenzioso e introdurrebbe esplicitamente il concetto del profitto societario in un contesto come quello del diritto alla giustizia”.

“Siamo invece favorevoli all’introduzione delle specializzazioni per gli avvocati”, ha quindi aggiunto Mimma Modica Alberti, Cittadinanzattiva. “Salutiamo favorevolmente anche l’introduzione dell’obbligo di preventivo. Le motivazioni addotte dagli avvocati non stanno in piedi; in molti casi è infatti assolutamente prevedibile l’iter della causa, e quindi il relativo costo. Inoltre, il professionista può ricontrattare, sempre sulla base di un nuovo preventivo, il proprio onorario a fronte di cambiamenti intervenuti in corso rispetto a quanto previsto”.“Un ulteriore punto delle ragioni della protesta è però condivisibile, ha concluso Modica Alberti. “Crediamo anche noi che vada rivista la regolamentazione della difesa di ufficio. Così com’è, attualmente risulta essere tropp macchinosa e complessa, con il rischio che spesso tutto questo comprometta il diritto dei cittadini alla difesa garantito dall’articolo 24 della Costituzione e dalle leggi ordinarie”.

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